100% rinnovabili entro il 2050: una possibilità ora molto vicina

100% rinnovabili entro il 2050: una possibilità ora molto vicina

Il ‘sogno’ di avere una società alimentata con il 100% di rinnovabili non è riservato agli stati piccoli o tecnologicamente avanzati, ma è alla portata di tutti.

Ne sono convinti Mark Jacobson e Mark Delucchi, due ricercatori dell’Università di Stanford, che hanno fatto i ‘conti in tasca’ ad ogni singolo paese per trovare il ‘mix’ di energie più giusto da presentare alla prossima conferenza Cop 21 a Parigi. Per raggiungere l’obiettivo ‘100percent’ i Paesi globalmente dovrebbero ricavare il 19,4% dell’energia dall’eolico onshore, il 12,9% dall’eolico offshore, il 42,2% dal fotovoltaico, il 5,6% da tetti solari, il 7,7% dal solare a concentrazione, il 4,8% dall’idroelettrico e l’1,47% da geotermico, onde e maree.

La ‘ricetta’ per l’Italia invece prevede un forte apporto dal fotovoltaico, oltre il 65%, e dell’eolico onshore, intorno all’11%. Con questo schema si guadagnerebbero in tutto il mondo e nei 25 anni 22 milioni di posti di lavoro, al netto di quelli persi nel campo dei combustibili fossili, evitando dai 3,3 ai 4,6 milioni di morti premature a causa dell’inquinamento. Questo sistema renderebbe inoltre non necessario qualunque accordo sulle emissioni, mandando in pensione anche le centrali nucleari “Spesso le persone non sanno cosa sarebbe possibile ottenere – spiega Jacobson, lo scienziato americano che alla conferenza parlerà due volte –, ma questi sono numeri che catturano l’attenzione”.

I ricercatori hanno anche calcolato quanto ogni paese è vicino alla ‘meta’. Allo stato attuale è la Norveglia quello che si avvicina di più, con un 67% di rinnovabili, seguito dal Paraguay, l’unico altro sopra il 50%. L’Italia è al ventisettesimo posto, mentre in fondo alla classifica ci sono ‘superpotenze’ dei combustibili fossili come Oman e Qatar, Singapore e, all’ultimo posto con lo 0%, Trinidad e Tobago.

Per ovviare al problema della discontinuità delle fonti come l’eolico o il solare, sottolineano i ricercatori che stanno per pubblicare su Pnas i risultati per gli Usa, invece di usare degli accumulatori che fanno aumentare il prezzo, è meglio puntare su un mix ‘intelligente’, in modo che una fonte possa sopperire alle mancanze delle altre. Il ‘Solution Project’ elaborato dai ricercatori ha convinto diversi noti filantropi, che hanno assicurato il supporto alla causa, dalla fondazione di Elon Musk a quella di Leonardo DiCaprio, uno degli ospiti attesi a Parigi.

 

Fonte: Ansa

Data: Dicembre 2015

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