7 motivi per cui i colloqui sul clima delle Nazioni Unite continuano a rompersi

7 motivi per cui i colloqui sul clima delle Nazioni Unite continuano a rompersi

Entro la fine del 2015, i rappresentanti di tutto il mondo sperano di elaborare un accordo sul clima che abbia una “forza legale” tale da impegnare tutte le nazioni a ridurre i gas ad effetto serra all’origine del riscaldamento globale.

L’ostacolo principale è che ci sono ancora profonde divisioni tra i diversi paesi del mondo sul modo migliore per affrontare il riscaldamento globale. I paesi più poveri sostengono che gli Stati Uniti, l’Europa e gli altri paesi ricchi sono responsabili della maggior parte dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera di oggi, per cui dovrebbero sopportare la maggior parte del carico per affrontare il riscaldamento globale. I paesi più ricchi, invece, affermano che, quando si definiscono le responsabilità, bisogna guardare alle emissioni anche in prospettiva futura e le nazioni in rapida crescita come Cina e India devono fare di più.

Questa è il nucleo centrale della questione che spunta sempre quando si aprono discussioni su quanto, esattamente, ogni paese debba ridurre le emissioni o quando si parla di aiuti in tema di clima. (Dal 2010, le nazioni ricche hanno offerto 35 miliardi di dollari in aiuti per sostenere i paesi più poveri ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, ma l’ulteriore denaro promesso è lento ad arrivare.)

Possiamo anche spiegare questa diatriba in forma grafica, con l’aiuto del rapporto di Global Carbon Project sulle emissioni globali (che vale la pena esplorare per intero). Ecco i 7 fatti chiave.

1) Il mondo non riesce a raggiungere completamente i propri obiettivi sul clima

Cominciamo con una fotografia dei cambiamenti climatici. La linea nera riportata nel grafico mostra l’attuale crescita delle emissioni annue di anidride carbonica a livello mondiale. Le linee colorate indicano varie vie future e cosa significano per il cambiamento climatico.

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Global Carbon Project

Le nazioni del mondo hanno tutte convenuto che sarebbe “pericoloso” consentire un aumento delle temperature medie globali di più di 2°C (3,6°F) rispetto ai livelli pre-industriali. Ma per avere una qualche possibilità di rimanere al di sotto dei 2°C, le emissioni globali dovrebbero probabilmente seguire le traiettorie descritte in blu o in giallo, realizzando quindi un picco massimo da toccare nel prossimo futuro per poi declinare bruscamente.

2) Siamo vicini a disperdere il nostro “budget di carbonio” in 20 o 30 anni

Ecco un altro modo di guardare al problema del clima. Se vogliamo evitare di portare il riscaldamento globale sopra i 2°C, gli scienziati stimano che gli esseri umani possono al limite emettere ancora nell’atmosfera non più di 3.200 miliardi di tonnellate circa di anidride carbonica. (Questo ci dà una probabilità di due su tre di rimanere al di sotto del limite).

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Global Carbon Project

Dall’inizio della rivoluzione industriale, abbiamo scaricato nell’atmosfera circa 2.000 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Quindi rimangono solo 1.200 miliardi circa di tonnellate che, ai tassi di crescita attuali, bruceremo in circa due o tre decenni.

Ecco, questo è il nostro “bilancio del carbonio”. Realizzare l’obiettivo dei 2°C vuol dire, in teoria, spartirsi questi restanti 1.200 miliardi di tonnellate tra i vari paesi: il paese A deve emettere questa quantità massima, il paese B deve arrivare a quest’altra. Eccetera. Ma questo è incredibilmente difficile da fare. Intanto, impostare questa tipologia di obiettivi top-down non ha in genere molto successo, almeno fino ad oggi. Inoltre assegnare le diverse responsabilità non è cosa facile.

Tra l’altro, il Global Carbon Project stima che abbiamo già “impegnato” l’utilizzo del 50% del budget per poter mantenere la nostra attuale infrastruttura. Tutte le centrali a carbone che abbiamo già costruito e le auto che abbiamo già comprato dovrebbero durare anni o decenni. Se sono utilizzate conformemente alla loro destinazione, consumeranno circa la metà del nostro budget.

3) Gli Stati Uniti e l’Europa sono responsabili di gran parte dell’anidride carbonica già nell’atmosfera…

4) …Ma oggi sono i paesi in via di sviluppo ad emettere più carbonio

5) Le emissioni pro capite della Cina sono ormai superiori a quelle dell’Ue

6) Questo è in parte dovuto al fatto che i paesi ricchi stanno producendo il loro carbonio “in outsourcing”

7) Spartirsi il restante “budget di carbonio” è complicato…

 

Fonte: Vox

Data: Novembre 2015

Leggi l’articolo in inglese



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