Alle fonti fossili 42 volte i soldi spesi per il clima. Succede in Italia

Alle fonti fossili 42 volte i soldi spesi per il clima. Succede in Italia

L’Italia e altri sette Paesi industrializzati spendono in sussidi ai combustibili fossili 40 volte più che in aiuti al Green Climate Found, il fondo creato dall’Onu durante la COP16 per aiutare le nazioni più povere a ridurre le emissioni e per catalizzare fondi da spendere in misure di adattamento e mitigazione degli effetti del riscaldamento globale nei territori che più sono destinati a subirli. I dati, pubblicati su Oil Change International, sono frutto di un’analisi condotta da Oil Change International con Climate Action Network, parlano chiaro: 80 miliardi di dollari l’anno vanno all’industria petrolifera, del gas e del carbone, mentre soltanto 2 miliardi finiscono nel Green Climate Found.

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Stiamo parlando di soldi pubblici, versati dai contribuenti.

“Sebbene i paesi ricchi piangano povertà quando devono stabilire quanto versare per finanziare la lotta al cambiamento climatico, sappiamo dove potrebbero trovare miliardi di dollari che potrebbero essere utilizzati per sostenere l’azione del clima e l’adattamento agli impatti climatici nei paesi poveri: sarebbe sufficiente spostare le centinaia di miliardi di dollari versati dai contribuenti che vengono usati a favore dei combustibili fossili e versarli a favore del clima “, ha detto Alex Doukas, Attivista senior Oil Change International.

L’analisi si basa su un recente rapporto pubblicato dalla Oil Change International e dal Overseas Development Institute che ha calcolato che i paesi del G20 ogni anno versano 452 miliardi di dollari (provenienti da soldi pubblici) a sostegno dei combustibili fossili. Questo a fronte di soli 121 miliardi di dollari in sussidi all’energia rinnovabile versati ogni anno a livello globale.

Oltre all’Italia, le informazioni raccolte mettono sotto la lente  Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Disaggregando questi dati, le due ong arrivano a stabilire il peso economico dei sussidi per ciascuno Stato. Al primo posto si colloca l’Australia, che spende in sovvenzioni ai combustibili fossili 113 volte di più ogni anno rispetto agli impegni che prende con il Fondo per il clima. Seguono il Canada, con un rapporto di 79:1, il Giappone (53:1), il Regno Unito (48:1), l’Italia (42:1), gli Stati Uniti (32:1), la Germania (21:1) e la Francia (6:1).

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“L’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili potrebbe essere un enorme doppia vittoria – ha spiegato Alex Doukas, senior campaigner di Oil Change International – Potrebbe interrompere un enorme spreco di denaro pubblico che sta alimentando la crisi climatica, liberando allo stesso tempo liberando risorse che potrebbero aiutare i Paesi poveri ad adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici e organizzare la transizione alle energie rinnovabili”.

La ricerca è stata pubblicata giovedì 3 dicembre, per fare pressione sulle 196 parti dell’Unfccc riunite a Parigi nel tentativo di raggiungere un nuovo accordo sul clima.

 

Fonte: Rinnovabili.it

Data: Dicembre 2015

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