Anche il settore della Difesa può fare la sua parte nell’efficienza energetica

Anche il settore della Difesa può fare la sua parte nell’efficienza energetica

Il risparmio energetico può giovare alla Difesa, e da parte sua anche la Difesa può far bene al clima. Questo il messaggio che è emerso nel corso della sessione di apertura del “Forum di Consultazione per l’Energia Rinnovabile nel settore della Difesa e della Sicurezza” che si è svolto il 14 e 15 gennaio a Bruxelles. Il forum, organizzato dalla Commissione europea e dell’Agenzia europea per la Difesa (Eda), ha riunito esperti del settore militare, accademico e industriale per discutere di come migliorare l’efficienza energetica nell’uso civile del militare, edifici e logistica, nell’ambito delle direttive Ue in materia di energia e clima (la direttiva sull’Efficienza energetica, quella sulla Performance Energetica per la costruzione di Edifici e quella per l’Energia Rinnovabile).

Il Commissario europeo per il Clima e l’Energia Miguel Arias Cañete, che ha aperto i lavori, ha dichiarato che “promuovere la sostenibilità nelle forze armate è un approccio win-win per il settore della Difesa e l’Europa nel suo intero”. Infatti, ha spiegato Cañete, se certamente un taglio dei costi sull’energia gioverebbe alla Difesa, che avrebbe maggiore “disponibilità di risorse per obiettivi chiave dal punto di vista operativo”,allo stesso tempo il settore “ha un importante ruolo da giocare nella decarbonizzazione dell’economia, considerando che i costi annuali del consumo di energia nelle Forze Armate sfora il miliardo di euro” e che esse sono “il più largo proprietario pubblico d’infrastrutture,con una stima che si aggira intorno ai 200 milioni di metri quadrati”.

“Per raggiungere il target, fissato a Parigi, del 40% di riduzione delle emissione entro il 2030 – ha aggiunto il commissario – abbiamo bisogno di un cambiamento nel modo in cui l’energia viene consumata anche nelle forze armate”. “Pensiamo alla ristrutturazione delle costruzioni come baracche, uffici, ospedali militari, etc. coperte dalla Direttiva sull’Efficienza Energetica” ha dichiarato il politico spagnolo o “alle applicazioni ‘dual use’, come l’utilizzo di bio-carburanti nelle navi per ridurre l’impatto ambientale della sorveglianza marittima della Guarda Costiera”. O ancora, ha aggiunto, “la revisione della Direttiva sulla performance energetica nelle costruzioni e nello Smart Financing per edifici smart potrebbe aiutare a rendere più veloce le quote di rinnovamento per le costruzioni inefficienti fino ad oltre il 2% annuo”. In conclusione, ha detto Cañete, “il Forum è una grande opportunità per tutti i paesi partecipanti” e “il settore della Difesa ha il potenziale di diventare importante driver per il futuro dell’energia pulita e del clima”.

Molto positivo il giudizio sull’iniziativa che Jorge Domecq, direttore esecutivo dell’Eda, ha fornito nel corso del suo discorso di apertura del forum. Il direttore esecutivo ha voluto sottolineare che “per la prima volta la Commissione finanzia uno specifico topic della Difesa”. Domecq ha parlato delle “sfide energetiche” che riguardano le forze armate, illustrando i benefici di una più efficiente gestione dell’energia porterebbe al settore. Nello specifico, il numero uno dell’Eda ha fatto riferimento a un “salvataggio di vite umane, dal momento che il rifornimento energetico, è uno dei principali punti di vulnerabilità per il personale” ma anche a “benefici dal punto di vista economico, viste le correnti ristrettezze di budget e i costi crescenti per il rifornimento di aerei navi e veicoli” e ancora,alla “resilienza energetica e l’autonomia”, considerando i rischi derivanti dall’instabilità politica che persiste in aree vitali per il rifornimento di carburante. In conclusione, ha spiegato il Direttore esecutivo dell’Eda “auspichiamo che una collaborazione nel campo dell’energia continui a svilupparsi” dal momento che “sulla base di una comprensione condivisa possiamo massimizzare i benefici e mitigare i rischi”.

 

Fonte: Eu News

Data: Gennaio 2016

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