Bp paga per la fuoriuscita di petrolio del 2010 il più grande risarcimento della storia Usa

Bp paga per la fuoriuscita di petrolio del 2010 il più grande risarcimento della storia Usa

Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato lunedì 5 ottobre l’accordo finale con Bp per la devastante fuoriuscita di petrolio avvenuta su Deepwater Horizon nel 2010. Il Procuratore generale, Loretta Lynch, ha detto che l’accordo di 20,8 miliardi di dollari costituisce il più grande risarcimento pagato da un unico soggetto nella storia americana. L’accordo include anche 5,5 miliardi di dollari necessari a liquidare i sinistri civili in base al Clean Water Act; contempla inoltre 7,1 miliardi richiesti per i danni causati alle risorse naturali in base all’Oil Pollution Act, oltre al miliardo già impegnato per il primo ripristino dell’area e 4,9 miliardi per il riconoscimento dei danni economici ai cinque Stati che si affacciano sul Golfo e fino a 1 miliardo da destinare alle amministrazioni locali.

Se la notizia può sembrare positiva in prima battuta, i gruppi ambientalisti avvertono che, in base allo stesso accordo, il gigante del petrolio potrebbe ancora ottenere una sostanziale riduzione delle imposte. La segnalazione da parte di Times-Picayune ha evidenziato un dettaglio poco noto ossia che, mentre il Dipartimento di Giustizia ha esplicitamente proibito a Bp di detrarre le sanzioni inerenti il Clean Water Act, nessuna restrizione è stata invece posta sui miliardi etichettati come pagamenti per i danni alle risorse naturali, il ripristino e il rimborso al governo che possono essere così indicati e trattati come spese aziendali.

Il Public Interest Research Group (Pirg) americano afferma che questo dettaglio equivale a 15,3 miliardi che possono essere iscritti come perdite nei “costi di business”: 5,35 dei quali possono essere ritenuti come un colpo di fortuna fiscale.

“Bp è risultato avere responsabilità gravi nel caso Deepwater Horizon, eppure la maggior parte di ciò che sta pagando per compensare la propria grave colpa è legalmente considerato dalla normativa fiscale come normale business a meno che il Dipartimento di Giustizia americano vieti esplicitamente di convertirli in questo modo”, ha detto Michelle Surka del programma americano Pirg. “Questo non solo invia un messaggio sbagliato, ma fa male anche ai contribuenti costringendo tutti a farsi carico dell’inaspettato regalo fiscale a Bp, sotto forma di tasse più elevate, tagli ai programmi pubblici e un più alto debito nazionale“.

Il gruppo ambientalista Friends of the Earth ha anche osservato che il disastro della Deepwater Horizon ha già permesso a Bp di ottenere benefici fiscali considerevoli, tra cui un colpo di fortuna pari a 10 miliardi di dollari che si è garantito deducendo il costo delle sue spese di pulizia.

“A Bp non dovrebbe essere consentito di trattare i costi del disastro da loro causato come costi connessi al fare business”, ha detto Lukas Ross, attivista per il clima e l’energia in Friends of the Earth. “Siamo preoccupati perché questo accordo non protegge i contribuenti. Il Dipartimento di Giustizia deve garantire che non siano ottenuti ulteriori benefici fiscali da una società responsabile forse del più grande disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti”.

 

Fonte: Eco Watch

Data: Ottobre 2015

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