In 10 anni abbiamo costruito un Empire State Building ogni 25 minuti senza pensare ai consumi di energia

In 10 anni abbiamo costruito un Empire State Building ogni 25 minuti senza pensare ai consumi di energia

Nell’ultimo decennio sulla Terra sono stati costruiti oltre 50 miliardi di metri quadrati di nuova superficie di cemento, vale a dire un Empire State Building ogni 25 minuti, in un anno tanti edifici quanti ne conta l’intero Giappone, un trend che non cenna a diminuire visto che le previsioni per i prossimi 40 anni stimano 230 miliardi di metri quadri di nuove costruzioni, pari a una nuova Parigi alla settimana. Un dato allarmante, se si pensa che questo sviluppo, oltre al consumo del suolo, porta dietro un aumento dei consumi energetici.

È quanto emerge da un rapporto della Global Alliance for Buildings and Construction (GABC), redatto dall’Agenzia internazionale dell’energia per conto dell’Unep il programma ambientale delle Nazioni Unite. Secondo lo studio la corsa al mattone necessita di tagli ai consumi di energia, se si vogliono rispettare gli obiettivi sul clima dell’Accordo di Parigi.

La fame di energia del settore edilizio

Il settore edilizio, secondo il dossier, rappresenta il 36 percento dei consumi finali di energia a livello globale e l’82 per cento del fabbisogno energetico è soddisfatto da combustibili fossili. Edifici e costruzioni sono i responsabili del 39 per cento delle emissioni di CO2.

Per raggiungere gli obiettivi di Parigi, e contenere l’aumento del riscaldamento globale entro 2°C, l’efficienza energetica degli edifici deve migliorare del 30 per cento rispetto ai livelli del 2015 entro il 2030, al punto che nel prossimo decennio costruzioni a emissioni zero e a energia quasi zero dovrebbero diventare lo standard globale.

Il dilagare delle costruzioni

Il dossier evidenzia la rapida crescita dell’edilizia su scala planetaria: di questo passo entro il 2060 la superficie degli edifici nel mondo raddoppierà. Si costruiranno 230 miliardi di metri quadrati (che comprendono la superficie di ogni piano di ogni nuovo edificio), che andranno ad aggiungersi ai circa 235 miliardi di metri quadrati esistenti nel 2016.

Una crescita rapida non priva di effetti negativi. Sebbene l’intensità del settore energetico sia migliorata negli ultimi anni, non è comunque sufficiente per ridurre l’aumento della domanda di energia. Le emissioni di CO2 hanno continuato a crescere dell’uno per cento l’anno dal 2010, e oltre quattro milioni di morti all’anno sono da attribuire alle malattie causate dall’inquinamento prodotto dagli edifici.

Il settore dell’edilizia ha visto ben pochi cambiamenti in termini di miglioramento dell’efficienza energetica. Secondo John Dulac, analista energetico dell’Iea “il settore rappresenta circa il 30 per cento dell’uso finale di energia a livello mondiale e il suo potenziale di risparmio energetico è enorme, ma per ora rappresenta un’importante opportunità mancata”.

Fonte: Lifegate

Data: Febbraio 2018

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