Come reinventare i mercati dell’energia dopo Cop21

Come reinventare i mercati dell’energia dopo Cop21

La Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Parigi (Cop21) ha scelto come leit motiv dei negoziati la parola decarbonizzare. Nonostante il significato troppo spesso ambiguo di questo termine (c’è chi lo usa per riferirsi al rapporto tra emissioni e Pil, chi a quello tra emissioni e totale dell’energia consumata), la sfida che attende il Pianeta per il futuro è segnata. Una sfida che devono necessariamente raccogliere anche (e soprattutto) i mercati dell’energia dove, in parte, ha già piantato i primi semi del cambiamento.

A sottolinearlo è l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) nel suo ultimo rapporto “Re-powering Markets: Market design and regulation during the transition to low-carbon power systems”. Gli autori dello studio hanno analizzato da vicino le migliori pratiche nella progettazione dei mercati elettrici, principalmente in Europa, negli Stati Uniti e in Australia, offrendo una guida per governi, regolatori, aziende e investitori su come passare a una produzione a basso tenore di carbonio.

Una, seppur lenta, trasformazione del settore è già in corso e gli investimenti nelle rinnovabili e nelle altre tecnologie definite low carbon continuano ad essere sostenuti. Tuttavia, si legge nel rapporto, per rendere davvero resilienti i mercati energetici di domani è necessario un quadro globale che incoraggi una maggiore operatività “verde”, mantenendo nel contempo la sicurezza dell’approvvigionamento come priorità assoluta. Ciò richiede mercati efficienti, basati su prezzi che riflettano il più possibile le condizioni di domanda e offerta.

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Più di una semplice generazione è in gioco. Le reti sono fondamentali: migliorare ed espandere le reti elettriche, anche a livello transfrontaliero, contribuisce a garantire una riuscita integrazione delle azioni più elevati di energia eolica e solare, così come aumenta la sicurezza energetica. Oltre all’efficienza, il passaggio ad un sistema energetico a basso tenore di carbonio richiederebbe anche un carbon price robusto capace di contribuire a rivelare il giusto valore delle varie tecnologie.

 

Fonte: Rinnovabili.it

Data: Febbraio 2016

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