COP21 a metà strada: speranze per la nuova bozza del testo e il ruolo delle città nella lotta al cambiamento climatico

by admin2 | 6 dicembre 2015 17:50

Dal nostro corrispondente a Parigi Eric J. Lyman (@EricJLyman)

Parigi – La 21° Conferenza delle Parti sui Cambiamenti Climatici ha fatto il giro di boa sabato scorso, con un messaggio del Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha elogiato le città e le amministrazioni locali per il loro ruolo nella promozione delle energie rinnovabili e per aver tenuto conto dei rischi climatici nei loro programmi per il futuro.

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Ban Ki-moon, parlando all’evento speciale “COP21 Action Day” che celebra il ruolo dei governi municipali e locali nella lotta contro i cambiamenti climatici, ha detto che le autorità locali giocheranno un ruolo sempre più importante con il passare del tempo. “COP21 Action Day” è parte di quella che viene chiamata “Lima-Paris Action Agenda”, dal nome delle ultime due città che hanno ospitato i vertici sul clima. L’iniziativa ha lo scopo di rimarcare in tutto il processo il ruolo degli attori più piccoli, come le città.

“Le città stanno riducendo le emissioni e rafforzando la loro resilienza”, ha detto Ban Ki-moon. “Le aziende stanno investendo in nuove tecnologie verdi e incrementando l’uso di fonti rinnovabili. Gli investitori hanno iniziato ad analizzare gli investimenti in combustibili fossili, mentre gli assicuratori stanno cominciando a integrare il rischio climatico nel loro processo decisionale”.

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L’intervento di Ban ha coinciso con il momento in cui i 50.000 delegati presenti alla conferenza sul clima hanno segnato un cambio di marcia, passando da negoziati tecnici che hanno caratterizzato i lavori della prima settimana a un livello più alto con l’entrata in campo a partire da lunedì delle delegazioni dei ministri. Da questo punto in avanti saranno infatti i ministri a negoziare una soluzione finale.

Per il terzo giorno consecutivo, i negoziatori hanno prodotto una nuova bozza di quello che sarà “l’accordo di Parigi”. L’ultima versione è la più snella – 27 pagine, la metà rispetto alla versione originaria del 30 novembre giorno di inizio del vertice – ma continua a ricevere valutazioni contrastanti dagli osservatori esperti.

“La bozza di testo del negoziato, se da un certo punto di vista risulta più chiara in termini di opzioni, riflette tuttavia la maggior parte delle divergenze tra i paesi,” ha detto Tasneem Essop, del WWF. “Occorrerà grande abilità da parte della presidenza francese e la cooperazione totale dei governi per mediare tali differenze. Spero che alla fine, i ministri non scambiano i buoni propositi con la convenienza”.

Su questa linea è anche Martin Kaiser di Greenpeace che ha avvertito in merito ai possibili ostacoli che potrebbero emergere nella seconda settimana da parte dei paesi produttori di energia convenzionale.

“L’atmosfera rimane costruttiva, ma non tale da garantire un risultato sufficiente”, ha detto Kaiser. “Probabilmente in questo momento i paesi produttori di petrolio e l’industria dei combustibili fossili stanno complottando su come irrompere nel processo di negoziazione in occasione dell’arrivo dei ministri la prossima settimana”.

Da parte sua Ban Ki-moon ha detto che il crescente ruolo dei governi locali e delle città gli fanno ben sperare che gli anni di lavoro che hanno portato al vertice di Parigi saranno ripagati nei prossimi giorni.

“L’anno scorso ho ospitato a New York il summit sul clima che ha dato vita a nuovi partenariati multilaterali e iniziative sulle foreste, energie rinnovabili, trasporto sostenibile, resilienza, finanza e altri settori critici per affrontare il cambiamento climatico. Ora è arrivato il momento in cui dobbiamo costruire su questo progresso”, ha concluso il segretario generale dell’Onu.

 

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