Cosa sta succedendo alle centrali nucleari in Belgio?

Cosa sta succedendo alle centrali nucleari in Belgio?

Sono partite direttamente dal ministro per l’Ambiente tedesco Barbara Hendricks – e dai colleghi di Lussemburgo e Paesi Bassi – le preoccupazioni per la riaccensione di due reattori nucleari in territorio belga, che erano stati spenti per l’ultima volta due anni fa in seguito a problemi di sicurezza.

Nell’estate 2012 l’autorità belga per la sicurezza nucleare (la Fanc, Federal Agency for Nuclear Control) aveva individuato, durante i controlli di routine, centinaia di piccole crepe nel sistema pressurizzato collegato a uno dei quattro reattori di Doel, vicino al confine olandese, disponendo la chiusura dell’impianto fino a che non fosse stata fatta chiarezza. Poi, pochi mesi più tardi, simili problemi sono emersi anche nell’impianto nucleare di Tihange, a qualche decina di chilometri dai territori tedeschi e del Lussemburgo, in seguito a cui si è optato per lo spegnimento di un altro reattore.

La Fanc nel novembre 2015 ha dato il via libera alla riaccensione degli impianti, ma la decisione ha destato scalpore soprattutto perché i due reattori più vecchi dell’impianto di Doel – che hanno già 40 anni di attività – sono stati omologati per funzionare altri 10 anni, fino al 2025.

Il ministro tedesco, dopo aver fatto visita personalmente all’impianto lo scorso mercoledì 20 gennaio, ha rassicurato affermando che gli esperti internazionali chiamati a indagare non hanno sollevato alcun dubbio sulla sicurezza dei reattori. Non è dello stesso parere il ministro olandese Van Haegen, che invece anche nelle ultime ore si è detto preoccupato per i numerosi incidenti già accaduti nelle centrali nucleari del Belgio negli ultimi due anni. Era l’agosto 2014, infatti, quando uno dei reattori rimasti in funzione a Doel fu spento con procedura di emergenza a causa di una perdita d’olio in una turbina. Oppure, più recentemente, il reattore 3 di Doel che appena una settimana dopo la riaccensione del dicembre 2015 è stato spento per una perdita d’acqua in prossimità del nucleo del reattore. E, ancora, il reattore 1 di Doel, che appena tre giorno dopo essere stato riacceso ha mostrato problemi al generatore.

In rete il sito avaaz.org ha deciso di lanciare una petizione dal titolo provocatorio Belgium: stop the next Chernobyl per chiedere lo spegnimento definitivo dei due impianti. Nel testo della petizione si legge di altri due incidenti – un’esplosione alla fine del 2015 in seguito a un incendio e una fuga di gas – che però non sono mai stati descritti da fonti ufficiali come incidenti legati al nucleare. La Fanc, da parte sua, si è limitata a emettere un comunicato stampa datato 12 gennaio in cui è scritto che, allo stato attuale delle conoscenze e dopo due anni di test, i malfunzionamenti e le piccole crepe agli impianti di Doel e Tihane “non sono tali da determinare un rischio inaccettabile per la sicurezza dei reattori” (“the hydrogen flakes in the walls of the reactor vessels do not pose an unacceptable safety risk for the reactors”).

Al momento la petizione per la chiusura degli impianti – che senza riportare alcuna fonte denuncia problemi ben più estesi di quanto riferito dagli organi ufficiali, e parla di 16mila crepe – ha già raccolto oltre 700mila adesioni.

 

Fonte: Wired Italia

Data: Febbraio 2016

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