Dalle meduse un’alternativa per l’energia del futuro

Dalle meduse un’alternativa per l’energia del futuro

Le meduse, sicuramente belle da vedere ma poco apprezzate per un incontro in mare, potrebbero essere la nuova risorsa per produrre pannelli solari completamente naturali. È quello che gli scienziati del Bruce Lab dell’Università del Tennessee stanno cercando di fare isolando una sostanza contenuta nelle meduse.

Nel biosolare, settore in cui vengono utilizzati materiali biologici per sfruttare la potenza del sole, gli studi si stanno moltiplicando, ultimo esempio sono le batterie che utilizzano il rabarbaro. Un giorno, le nostre case, i nostri uffici potrebbero essere alimentati da batteri, piante, alghe e anche, appunto, meduse.

Meduse per produrre elettricità

Per ottimizzare le celle solari, gli scienziati del Bruce Lab dell’Università del Tennessee stanno cercando di comprendere a fondo il meccanismo della fotosintesi, scoprire quali siano i meccanismi di efficienza e come trasferirli alle celle solari in modo che possano essere convenienti e di facile fabbricazione. Alcuni ricercatori hanno cominciato a studiare le meduse. Sei anni fa, lo scienziato svedese Zackary Chiragwandi ha isolato la sostanza fluorescente delle Aequorea Victoria e, ponendola su un elettrodo di alluminio esposto alla luce ultravioletta, ha generato una piccola corrente elettrica. L’idea degli scienziati è quella di individuare un materiale a base di clorofilla che sia in grado di produrre energia una volta “dipinto” su fogli di materiale trasparente. I pannelli solari potrebbero così entrare in funzione con la luce del sole e fornire piccole quantità di energia sufficienti a ricaricare dispositivi a bassa potenza come i telefoni cellulari, le luci a led o piccoli frigoriferi. Ma l’energia prodotta dalla sostanza che rende fluorescenti le meduse potrebbe essere utilizzata anche a livello medico, in tutti quei nanodevices che vengono inseriti all’interno del corpo umano per sostituire le funzioni danneggiate dei nostri organi.

La natura è più efficiente della tecnologia

L’80 per cento della nostra elettricità è prodotta con combustibili fossili e questo rappresenta un terzo delle emissioni che stanno causando i cambiamenti climatici. E se i pannelli solari tradizionali possono fornire energia pulita, rinnovabile, l’espansione su larga scala di questa tecnologia si troverà a dover affrontare problemi legati al reperimento di materiali come il cadmio e l’indio. Senza contare che oggi la maggior parte dei pannelli solari oggi ha un’efficienza di circa il 15-20 per cento.

La natura – una foglia, le alghe o i batteri – converte l’energia solare in energia attraverso la fotosintesi, e lo fa con un’efficienza perfetta. È proprio su questo che i ricercatori che si occupano di biosolare lavorano, per portare il processo ultra-efficiente della fotosintesi all’interno della tecnologia, costruendo dispositivi ibridi che forniscano energia pulita, accessibile e sempre più sostenibile.

Fonte: Lifegate

Data: Febbraio 2017

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