Diesel, un lento percorso verso l’Euro 6

Diesel, un lento percorso verso l’Euro 6

Articolo di Claudio Mascialino Presidente di Resnova.

 

Nonostante il recente Dieselgate e gli innumerevoli scandali che si sono verificati successivamente coinvolgendo quasi tutti i produttori di motorizzazioni diesel, ritengo che il diesel “pulito” possa essere una valida opzione per il trasporto sostenibile nel lungo periodo.

La tecnologia per soddisfare le norme anti-inquinamento atmosferico esiste, ma solo se se viene utilizzata correttamente. Il limite attuale, parzialmente colmato, risiede nelle procedure di verifica delle emissioni e nella mancanza di controlli.

Oggi, il problema della verifica delle emissioni, necessaria per l’omologazione di tutti i nuovi veicoli, è il fatto che viene realizzata su banchi di prova sottoponendo il motore a cicli standard in condizioni di “carico normale” e un numero di giri motore prestabiliti. In queste condizioni è evidente che le emissioni siano limitate, ben diverse sono invece le emissioni su cicli di prova reali RDE (Real Driving Emissions). Si stima infatti che in tali condizioni le emissioni derivanti siano da 5 a 12 volte superiori a quanto dichiarato dal produttore.

Analizzando l’evoluzione della normativa sulle emissioni delle autovetture, possiamo notare quanto questa abbia imposto negli anni, in particolare a partire dal 2005 con la normativa Euro 4, limiti sempre più restrittivi per gli NOx e PM. In realtà tali limiti non hanno però contribuito a un altrettanto miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo in quanto i mezzi circolanti, pur rispettando la normativa, hanno continuato a emettere nei cicli reali molto più di quanto previsto.

 

Schema diagramma evoluzione normativa Euro Diesel

Schema diagramma evoluzione normativa europea sulle emissioni  tratto da Dieselnet

 

Schermata 2016-03-03 alle 15.11.31

Schema limiti emissivi per autovetture  tratto da Dieselnet

 

Oggi siamo arrivati alla normativa Euro 6, introdotta a partire dal 1° settembre 2015. Un passo importante verso la riduzione delle emissioni è stato fatto grazie alla recente decisione dello scorso ottobre 2015 degli Stati membri dell’UE e della Commissione Europea, che si sono dichiarati favorevoli ad adottare limiti di emissione per le auto diesel testati in condizioni reali di guida RDE. Tuttavia, mentre molti hanno accettato favorevolmente la delibera, altri hanno fatto aspre critiche al testo, la parte più controversa si riferisce all’accettazione di fattori di conformità (CF) per raggiungere gli obiettivi di emissione di NOx con le future procedure di prova.

Secondo l’accordo, l’attuazione di questi fattori si dovrebbe applicare per step. Il primo passo obbligatorio prevede un CF di 2.1, che rappresenta 168 mg di NOx/km (applicabile nel 2017 per i nuovi tipi e il 2019 per tutti i tipi), ma con permesso di sforamento del 110% delle emissioni di NOx rispetto alla normativa Euro 6. Un secondo passo obbligatorio previsto il 2020 per i nuovi modelli e 2021 per tutti i modelli: è un CF di 1,5, vale a dire 120 mg di NOx/km, con un permesso di sforamento del 50% delle emissioni di NOx rispetto alla normativa Euro 6.

L’argomento è stato ampiamente discusso negli ultimi mesi e l’adozione di questi fattori di conformità, originariamente in programma il 21 gennaio 2016, è stato adottato ufficialmente il 03 febbraio 2016 con una maggioranza stretta. È importante riconoscere che, anche se il testo RDE soffre ancora di alcuni punti critici, l’Europa rimane l’unica regione al mondo ad attuare reali emissioni su cicli di prova nel suo sistema di omologazione.

Data: Marzo 2016

 

 

 


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