Dopo legno, carbone e petrolio, finalmente l’età del sole

Dopo legno, carbone e petrolio, finalmente l’età del sole

La rivoluzione delle fonti rinnovabili è già compiuta. È quanto viene affermato in “Civiltà solare. L’estinzione fossile e la scossa delle energie rinnovabili” scritto da Gianluca Ruggieri, ricercatore all’Università dell’Insubria, e da Fabio Monforti, ricercatore presso il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea.

Civiltà solare. L'estinzione fossile e la scossa delle energie rinnovabili

In uscita il 6 ottobre, questo libro racconta la “transizione” in modo chiaro e originale, non solo con le parole ma anche attraverso immagini e infografiche. Non è il futuro, è il presente: anche in Italia, dove nel mese di giugno 2016 si è toccato un traguardo simbolico, quando la produzione mensile di elettricità è stata coperta per il 50,5 per cento da fonti rinnovabili. In Danimarca, il 9 luglio 2015 il Paese ha prodotto una quantità di elettricità di origine eolica pari al 103% della sua domanda di elettricità in quel giorno: nelle due ore di picco, una al mattino e una alla sera, questa cifra è salita al 135%. A livello globale oltre il 20 per cento dell’energia prodotta è generata da fonti rinnovabili.

La storia energetica dell’umanità, ripercorsa in modo magistrale nel primo capitolo del libro, è d’altra parte l’esempio di come le fonti d’energia possano diventare dannose ed obsolete: è successo per il legname, per il carbone o oggi lo stesso riguarda petrolio e gas naturale.

Ma questa rivoluzione pone alcune domande fondamentali per il futuro a cui provano a rispondere i due autori: è possibile completare un processo così rilevante nell’arco di una sola generazione (entro il 2050)? A quali costi e con quali tecnologie? Quali criticità vanno affrontate? Quale nuovo modello di organizzazione economica e sociale sarà stimolato?

Nel secondo capitolo si spiega perché sia tempo di abbandonare il nostro attuale modello energetico, mettendo nero su bianco i limiti del sistema basato sulle fonti fossili e i buoni motivi per cui transire verso un sistema energetico che produca meno emissioni inquinanti e di gas serra, che sia esportabile ai Paesi in via di sviluppo, anche in considerazione dell’obiettivo che si sono dati i Paesi firmatari dell’Accordo di Parigi del dicembre 2015, ovvero di contenere l’innalzamento medio delle temperature entro 1,5°.

È quindi fondamentale continuare ad intervenire sulla produzione di energia, puntando sul sole e sul vento.

Nel terzo capitolo si spiega perché mettere in piedi un sistema simile non è un’utopia: le previsioni più ottimistiche sulla produzione di energia da fonti rinnovabili sono state tutte superate. E allora gli autori provano a immaginare il futuro, a partire da esempi concreti. Ad esempio le esperienze di generazione diffusa e partecipata di energia – come le cooperative energetiche – che “sgretolano” il monopolio produttivo delle grandi centrali alimentate da risorse fossili – come carbone e gas – e mettono in evidenza una nuova figura, quella del “prosumer” (produttore e consumatore insieme). O l’auto elettrica che, specie se alimentata da corrente prodotta da energia rinnovabile, offre grandi vantaggi: sapevate che appena l’1% dell’energia prodotta dalla combustione della benzina nel motore di un automobile sposta il passeggero, mentre tutto il resto finisce dispersa?

lampadina-consumi-energeticiÈ una questione di efficienza. Una riflessione semplice quanto avvitare una lampadina: in pochi anni, infatti, si è passati da lampade che producevano 10-15 lumen per ogni watt utilizzato, a lampade basate su LED che sono in grado di produrne oltre 200. L’obiettivo di ciascuno di noi -come si legge nelle conclusioni- è diventare più consapevoli e agire di conseguenza nella quotidianità: a partire, ad esempio, dalle nostre scelte alimentari.

 

Fonte: Altreconomia

Data: Settembre 2016

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