Guerra del petrolio 2015, tutti i fronti aperti: equilibri geopolitici a rischio

Guerra del petrolio 2015, tutti i fronti aperti: equilibri geopolitici a rischio

L’oro nero non conosce religione. Che si sia di fede musulmana o di culto protestante, che si abbracci l’integralismo imbracciando il kalashnikov o si osservi lo shabbat a partire dal tramonto del venerdì, nulla ha più ragioni del petrolio. Si estrae, si trasforma e si comanda. Le politiche guerrafondaie – per carità, protette da nobili ideali, per scacciare questo o quel dittatore – negli anni, a dimostrazione che la storia si ripete, non si sono asservite di forze liberatrici, bensì hanno fatto uso di forze occupanti. Al tempo della guerra in Iraq – si, perché lì le truppe hanno centrato tutti gli obiettivi previsti dall’amministrazione Bush – era nota la cantilena secondo cui vi fosse l’esigenza di restituire l’ordine politico a quel groviglio religioso e tribale. L’azione necessitava di un’elegante giustificazione. Al giorno d’oggi, gli stessi puritani dello Stato islamico, combattendo per l’instaurazione di una teocrazia sunnita, vendono i giacimenti conquistati qualche ora prima.

E dalla Russia con furore, le mira espansionistiche mirano ai nodi strategici ucraini per la distribuzione europea di gas. Si aprono due strade: una guerra mondiale che non aiuterebbe quei pochi oligarchi, o uno stato delle cose così come appare, evidente, limpido, cristallino, perché nel caos è più comodo aggirare gli ostacoli.

Fonte: Nano Press

Data: Gennaio 2015

Leggi l’articolo


Tags assigned to this article:
conflittiguerrepetrolio

Articoli correlati

L’eolico danese continua a macinare record

Danimarca, il paese dove per un giorno tutto ha funzionato solo con energia eolica. Il 22 febbraio scorso l’eolico danese

L’agenda 2016 per il clima

Per la prima volta nella storia a Parigi è stato raggiunto un accordo storico sul clima approvato da 196 paesi

Haiti sceglie l’elettricità pulita al 100%

Le rinnovabili ad Haiti sono l’occasione di rinascita per un territorio devastato dai fenomeni naturali. L’isola nell’estate 2004 era stata