I combustibili fossili si prendono miliardi di dollari di denaro pubblico anche dopo l’Accordo di Parigi

I combustibili fossili si prendono miliardi di dollari di denaro pubblico anche dopo l’Accordo di Parigi

Anche quest’anno, migliaia di dollari di denaro pubblico sono destinati a nuovi progetti connessi ai combustibili fossili da parte delle maggiori banche di sviluppo del mondo, anche dopo l’Accordo sul cambiamento climatico di Parigi: è questo che hanno rilevato alcuni gruppi di attivisti che chiedono alle banche di fermare i loro finanziamenti a carbone, petrolio e gas.

La nuova analisi rivela anche che alcuni dei soldi dei contribuenti concessi a progetti legati al carbone e al gas sono stati conteggiati come contabilità “climatica”.

I finanziamenti a progetti legati ai combustibili fossili delle sei principali banche internazionali per lo sviluppo sono stati nel 2016 di almeno 5 miliardi di dollari, secondo una relazione dei ricercatori di Oil Change International (Oci).

In particolare, l’Oci stima che i finanziamenti per la prospezione di petrolio e gas siano più che raddoppiati nel 2016, arrivando a 2,1 miliardi di dollari. Anche il finanziamento per l’energia pulita è cresciuto di oltre un terzo, toccando gli 11,4 miliardi di dollari.

Una seconda relazione degli analisti a E3G suggerisce che negli ultimi anni la Banca Mondiale e la Banca Europea per lo Sviluppo e la Ricostruzione (Bers) hanno concesso livelli simili di finanziamento ai combustibili fossili così come ai progetti energetici favorevoli al clima.

“Nonostante l’Accordo di Parigi raggiunto, le banche multilaterali di sviluppo che dicono tutte le cose giuste sul clima stanno ancora finanziando miliardi di dollari in progetti di petrolio, gas e carbone”, ha dichiarato Alex Doukas a Oil Change International. “Usano le relativamente scarse risorse pubbliche che devono essere utilizzate nel modo più strategico possibile per sperare di raggiungere gli obiettivi dell’accordo. Se vogliono davvero aiutare a togliere le persone dalla povertà, le banche finanziate dai contribuenti non possono più finanziare la distruzione del clima. Devono smettere di finanziare i combustibili fossili”.

Helena Wright a E3G ha detto: “Le banche di sviluppo devono fare di più per rendere verdi i loro investimenti. Come primo passo, le banche dovrebbero impegnarsi a porre fine a finanziamenti destinati a progetti per la prospezione dei combustibili fossili. Ovviamente questa esplorazione alla ricerca di nuove risorse non è in linea con gli obiettivi di Parigi: abbiamo già combustibili fossili sufficienti per superare i 2°C”.

Già nel 2015, gli scienziati hanno mostrato che, per mantenere il riscaldamento sotto il limite dei 2°C convenuto a livello internazionale, la maggior parte delle riserve esistenti di combustibili fossili deve rimanere sottoterra. Nel mese di luglio, le nazioni del G20 sono state accusate di ipocrisia in quanto condannano duramente il riscaldamento globale ma forniscono quattro volte più finanziamenti pubblici ai combustibili fossili che alle fonti rinnovabili.

Fonte: The Guardian

Data: Ottobre 2017

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