Progetto liter of light. Può il solare a un dollaro essere d’aiuto?

Progetto liter of light. Può il solare a un dollaro essere d’aiuto?

Un’impresa non profit filippina sta portando l’illuminazione solare aa basso costo in più di 20 Paesi in via di sviluppo per aiutare a migliorare la sicurezza, ridurre l’inquinamento atmosferico e ridurre i costi energetici.

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Ogni giorno alle 18 circa, 40 famiglie che vivono in un angolo remoto della Andhra Pradesh nel sud-est dell’India – 6 km di cammino dalla strada più vicina – sarebbero state inghiottite dal buio. Senza alcun accesso all’elettricità, il tramonto era di fatto un coprifuoco non negoziabile: andare fuori era pericoloso, la gente non poteva cucinare e i bambini non potevano fare i compiti.

La situazione è cambiata nell’aprile 2015, quando Liter of Light, un progetto che trasforma le bottiglie di plastica in luci solari molto semplici, ha introdotto nelle strade dei villaggi lampade a energia solare. “Alcuni dei bambini non avevano mai visto la luce [artificiale] nella loro vita”, afferma Pankaj Dixit, co-fondatore di Liter of Light per il Bangalore in India. “Ci hanno detto che avevamo aggiunto quattro ore ogni giorno alla loro vita”.

I progetti portati da oltreoceano sono stati accusati di creare dipendenza, ma nonostante l’India abbia l’obiettivo di elettrificare il 100% dei villaggi entro il 2018, c’è ancora un significativo gap nell’accesso che queste luci solari a basso costo potrebbero aiutare ad affrontare.

Più di 1,5 miliardi di persone in tutto il mondo affrontano il buio a lume di candela o inalano le esalazioni tossiche che fuoriescono dalle loro lampade a cherosene: un killer silenzioso. Liter of Light sta cercando di affrontare questo problema a livello locale installando lampioni nelle baraccopoli, nelle aree rurali remote, nei campi profughi e anche in quelle aree che sono state devastate da calamità naturali come i tifoni.

La luce in una bottiglia di plastica

Fondata nel 2011, l’impresa è gestita dalla My Shelter Foundation, una ong con sede nelle Filippine e fondata dall’imprenditore nonché attore Illac Diaz.

I lampioni alimentati ad energia solare di Liter of Light sono presenti oggi in 20 paesi (tra cui India, Pakistan, Kenya e Brasile) e in 650.000 case di tutto il mondo, come riporta lo stesso Diaz. L’imprenditore considera la sua stessa iniziativa un movimento globale, con volontari che lavorano in modo indipendente rispetto all’azienda madre filippina.

I fondi per l’avvio dell’iniziativa sono arrivati da Pepsi e, nel 2015, il Zayed Future Energy Prize ne ha spinto la recente espansione. Nel 2013, la Pepsi ha finanziato l’installazione di quasi 5.000 lampioni in Messico, Filippine, Colombia e Malesia. Entro il 2014, questo numero era salito fino a quasi 24.000 unità.

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La luce diurna che illumina le stanze buie nelle comunità degli slum è realizzata utilizzando solo una bottiglia di plastica, acqua e 10 ml di candeggina (per evitare che vi crescano le alghe). Quando le bottiglie sono posizionate in fori appositamente costruiti nei tetti, riflettono la luce del sole. L’idea in cui si è imbattuto Diaz durante gli studi presso il Massachusetts Institute of Technology negli Stati Uniti è stata inventata da un meccanico brasiliano. Alfredo Moser.

Per le luci utilizzate di notte, invece, ci sono dei Led collegati ad un pannello solare in miniatura e si utilizza la bottiglia d’acqua di plastica come involucro protettivo. Per durare tutta la notte, il lampione deve essere esposto a tre-quattro ore di luce solare.

Nelle Filippine il team di Liter of Light ha chiesto ai residenti di pagare 1 dollaro o meno per “comprare” la luce diurna. Lo scopo è quello di “guadagnarsi la fiducia della gente” spiega Diaz. Egli ritiene che le persone possano risparmiare fino a 10 dollari al mese e, dopo circa due mesi, la società tornerebbe per chiedere se il cliente vuole continuare ad utilizzare il modello base della bottiglia d’acqua per 3,78 dollari o passare a qualcosa di più luminoso e più avanzato per 56,70 dollari.

Fonte: The Guardian

Data: Aprile 2016

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