I reattori nucleari di Hinkley Point costeranno 22,3 miliardi di euro

I reattori nucleari di Hinkley Point costeranno 22,3 miliardi di euro

I reattori Epr della francese Edf continuano ad accumulare ritardi e a vedere i costi salire alle stelle. Come già accaduto ad Olkiluoto, in Finlandia, e a Flamanville, sulle sponde della Manica, il cantiere inglese di Hinkley Point ha registrato all’inizio del mese di luglio il primo rincaro ufficiale. Benché i lavori in terra britannica siano ancora solamente alla fase preparatoria, il colosso transalpino ha già dovuto rivedere i conti: “Il costo del progetto – ha reso noto in un comunicato – è ormai stimato a 19,6 miliardi di sterline (22,3 miliardi di euro, ndr), in aumento di 1,5 miliardi (1,8 miliardi di euro) rispetto alle valutazioni precedenti”.

La preoccupazione del ministro dell’Economia francese

Poche ore più tard il presidente della divisione britannica di Edf, Vincent de Rivaz, ha confermato le cifre parlando di un rincaro dell’8 per cento rispetto al preventivo iniziale. E a pagare saranno in buona parte i cittadini francesi, dal momento che Edf – il cui 83,1 per cento del capitale è diproprietà dello stato – dovrà far fronte al 66,5 per cento della cifra; il resto verrà sborsato dal partner China General Nuclear Power Corporation, che partecipa al progetto con il 33,5 per cento del capitale.

Una situazione che, secondo quanto riferito dalla testata Le Point, inquieta fortemente il ministro dell’Economia di Parigi Bruno Le Maire, “il quale ha immediatamente ordinato all’amministratore delegato di Edf Jean-Bernard Lévy di preparare un piano d’azione per assicurare che i costi del cantiere rimangano sotto controllo”. Il governo ha chiesto inoltre di conoscere “le cause precise di questa revisione al rialzo”.

Già previsti mesi e mesi di ritardo per i reattori di Hinkley Point

Quest’ultima, secondo l’azienda francese, si spiegherebbe in buona parte con le modifiche che sono state apportate ai progetti dei reattori su richiesta dall’autorità britannica per la sicurezza nucleare. Ma a far salire i conti sono stati anche i contratti con i fornitori, sottoscritti solo negli ultimi tempi dal momento che la decisione finale sull’investimento è stata votata solamente nel settembre del 2016, con un anno di ritardo rispetto al calendario iniziale.

Fonte: Lifegate

Data: Luglio 2017

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