I vescovi: discutere sul referendum. Avvenire si schiera per il sì

I vescovi: discutere sul referendum. Avvenire si schiera per il sì

Per qualcuno è una sorpresa, ma per Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale, per spiegare la posizione della Chiesa italiana favorevole al referendum abrogativo sulle trivellazioni non c’è niente di meglio che citare Papa Bergoglio. «Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili – ha scritto il pontefice nella Laudato sii – deve essere sostituita progressivamente e senza indugio…». Una indicazione che si iscriverebbe nel solco già tracciato da Paolo VI nella enciclica Evangelii gaudium.

La custodia del Creato

Il quotidiano cattolico affronta il delicato argomento che sarà sottoposto agli italiani che si recheranno alle urne il 17 aprile con un articolato intervento a pagina 3, sotto la testata «Idee». Il titolo offre un’inquadratura dal punto di vista della fede: «Trivelle e custodia del Creato: una sfida oltre il referendum». Ma è il sottotitolo che svela più chiaramente qual è la linea della Cei: «La voce della Chiesa guida alla conversione ecologica». L’articolo invita a riflettere sulla questione non partendo da un manifesto ideologico ma dalla esperienza maturata nei territori dalle singole Diocesi. In quelle adriatiche, per esempio, il tema delle trivellazioni è più sentito ed ecco quindi l’invito a «proteggere la nostra casa comune», anche a costo di sacrifici occupazionali. Preoccupazioni che si ritrovano anche nelle chiese locali di Ugento-Santa Maria di Leuca (Lecce) o dell’Abruzzo e del Molise.

La posizione ufficiale della Cei

Se il giornale è netto, dalla viva voce dei vescovi arrivano toni più sfumati. «Non c’è un sì o un no da parte dei vescovi al referendum», ha spiegato il segretario della Cei Nunzio Galantino, sottolineando però che «il tema è interessante e che occorre porvi molta attenzione. Gli slogan non funzionano. Bisogna piuttosto coinvolgere la gente a interessarsi alla questione». «Il punto, quindi – ha aggiunto –, non è dichiararsi pro o contro alle trivelle, ma l’invito a creare spazi di incontro, di confronto». Rispondendo a una domanda sullo stesso tema, monsignor Galantino ha affermato che «non gli dispiace» la posizione presa sul tema delle trivelle e del referendum del 17 aprile – proposto da nove Regioni – dal quotidiano della Cei Avvenire nel solco della «conversione ecologica» e dei «nuovi modelli di sviluppo» indicati dalla Chiesa, sull’onda anche dell’enciclica Laudato sì di Papa Francesco. «Io ho voluto alzare il tiro – ha ulteriormente spiegato –. Il problema va affrontato alla luce non solo di quello che dice il Papa ma anche di quello che è stato lungamente discusso dalla Chiesa. Quindi parlarne, non fermarsi al sì o al no, perché manca un sufficiente coinvolgimento delle persone». «E non si tratta – ha concluso – del solo problema delle trivelle, domani ci sarà quello del nucleare, poi altri ancora. Manca piuttosto l’approccio culturale, il ragionare sulle cose».

Le emergenze ambientali

Avvenire ha richiamato la storia recente e ricordato che già nel 2008 i vescovi diffusero un documento dal titolo eloquente: «Una nuova sobrietà per abitare la terra» che denunciava le «pericolose emergenze ambientali che mettono a grave rischio ecologico le nostre regioni». Decise anche le prese di posizione di monsignor Bruno Forte, vescovo di Chieti-Vasto. Il presule (figura molto vicina al pontefice) ha sottolineato che la posizione della Chiesa sulle esplorazioni petrolifere rientra nel risanamento del debito che i Paesi sviluppati possono perseguire «limitando in modo importante il consumo di energia non rinnovabile». E ricordato che «il rispetto per la natura è connesso al rapporto tra l’uomo e il Signore».

Fonte: Corriere della Sera

Data: Aprile 2016

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