Il G20 finanzia i combustibili fossili quattro volte più che le rinnovabili

Il G20 finanzia i combustibili fossili quattro volte più che le rinnovabili

Le nazioni del G20 erogano finanziamenti pubblici in favore delle fonti fossili quattro volte più che quelli concessi alle energie rinnovabili. È quanto afferma uno studio condotto da Oil Change International e da una serie di associazioni tra cui Wwf, Sierra Club, Legambiente, Amici della Terra e Re:Common, dal titolo: “Talk is Cheap: How G20 Governments are Financing Climate Disaster” preparato per la riunione del G20 che si terrà ad Amburgo (Germania) venerdì 7 e sabato 8 luglio.

Una contraddizione politica

I Paesi del G20, dopo l’uscita di Trump dall’Accordo di Parigi, si sono schierati apertamente a favore del clima e a parole si sono impegnati per mantenere al di sotto dei 2°C l’innalzamento delle temperature. Ma, dati alla mano, nei fatti non è così. Facile parlare, più difficile uscire dalle pressioni delle lobby petrolifere e mettere in atto delle serie politiche per contrastare i cambiamenti climatici e favorire la transizione energetica verso le rinnovabili. In base al rapporto tra il 2013 e il 2015 i finanziamenti pubblici delle 20 nazioni a favore di progetti relativi alle fonti fossili come petrolio, carbone e gas naturale sono ammontati a 71,8 miliardi di dollari all’anno (58 per cento), a fronte dei 18,7 miliardi (15 per cento) stanziati annualmente per le fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico e piccolo idroelettrico). Circa il 26 per cento dei finanziamenti sono andati invece alle infrastrutture energetiche.

Fondi stanziati annualmente dai paesi del G20 per lo sviluppo delle fonti fossili. (Fonte: Oil Change International)

Fondi stanziati annualmente dai paesi del G20 per lo sviluppo delle fonti fossili. (Fonte: Oil Change International)

I 2,1 miliardi di dollari dell’Italia alle fossili

In Europa, la situazione non è migliore. L’Italia, ottava nella classifica dei finanziatori fossili, ha stanziato per le fonti fossili 2,1 miliardi di dollari all’anno contro 123 milioni annui per le energie green. La Germania ha messo sul piatto ben 3,5 miliardi per le fossili e 2,4 miliardi per le rinnovabili; il Regno Unito 972 milioni e 172 milioni rispettivamente.

In tre anni (2013-2015) – spiega Legambiente – l’Italia attraverso Sace (Servizi assicurativi e finanziari per export e internazionalizzazione) e Cdp (Cassa depositi e prestiti) ha destinato, con 21 progetti, 2,1 miliardi di dollari medi annui ai combustibili fossili contro i 123 milioni di dollari l’anno destinati alle energie pulite. Proprio Sace è entra nella Top10 dei maggiori finanziatori delle fossili del G20, attraverso meccanismi di garanzia degli investimenti per un ammontare di 6.622 milioni di euro tra il 2013 e il 2015.

Fonte: Lifegate

Data: Luglio 2017

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