Per BP il gas è la chiave per il passaggio a un’economia a basse emissioni di Co2

Per BP il gas è la chiave per il passaggio a un’economia a basse emissioni di Co2

Il grande freddo che quest’anno ha colpito l’Europa nordoccidentale ha ricordato la fragilità dell’approvvigionamento energetico del Vecchio Continente. E con l’abbassarsi delle temperature e l’aumento della domanda, i fornitori europei di energia hanno mostrato rinnovato interesse verso il gas.

Per Bp ci sarà una crescita globale rapida per il gas naturale, maggiore di quella che riguarderà petrolio e carbone fino al 2040

Come evidenzia il Financial Times, “un effetto congelamento simile a quello dell’Artico ha fornito l’esempio per capire la continua importanza del gas naturale nel mix di approvvigionamento energetico in un momento in cui l’energia rinnovabile è in crescita”. L’Europa, tuttavia, non è la sola a essere interessata da un simile trend. L’ultimo rapporto Energy Outlook di BP ha previsto una crescita globale rapida per il gas naturale, maggiore di quella che riguarderà petrolio e carbone fino al 2040. Una combinazione di fattori – che vanno dall’aumento dei livelli di industrializzazione e della domanda di energia, al continuo passaggio dal carbone al gas – guiderà tale crescita. Rispetto ad altri combustibili fossili, il gas è considerato relativamente pulito. Emette la metà di anidride carbonica rispetto al carbone quando bruciato per generare elettricità e almeno il 75 per cento in meno di ossidi di azoto e altre particelle che danneggiano la salute.

Per Wood Mackenzie domanda di gas in aumento a livello globale dell’1,9% all’anno fino al 2025

La maggior parte degli operatori di settore, ammette Ft “sostiene che il gas può svolgere un ruolo importante in un futuro approvvigionamento energetico dominato dall’energia rinnovabile, perché fornirebbe una fonte stabile di elettricità quando il vento non soffia o il sole non splende. Questo punto di vista è stato ripreso dai gruppi energetici mondiali, che stanno tutti investendo massicciamente in progetti nel settore del gas”. La società di consulenza energetica Wood Mackenzie prevede che la domanda di gas aumenti a livello globale dell’1,9 per cento all’anno fino al 2025, quando scenderà all’1,3-1,4 per cento all’anno fino al 2035 per effetto di un calo della domanda soprattutto nel settore dell’energia elettrica.

Cina domina la domanda di gas

La Cina e gli altri mercati emergenti continuano a dominare la domanda di gas. Il combustibile ha avuto un anno particolarmente brillante nel 2017, con consumi in salita del 3 per cento e produzione in aumento del 4 per cento, i tassi di crescita più elevati dall’immediato dopoguerra, secondo lo Statistical Review of World Energy 2018 di Bp. Il principale fattore che ha alimentato il consumo globale di gas è stato quindi l’aumento della domanda in Cina, dove il consumo è aumentato di oltre il 15%, spinto dalle politiche ambientali governative che incoraggiano il passaggio dal carbone al gas.

Altro fattore determinante l’espansione del GNL

L’altro fattore che ha sostenuto con forza i mercati globali del gas lo scorso anno è stata la continua espansione del Gas naturale liquefatto (Gnl), il cui consumo è aumentato di oltre il 10 per cento nel 2017, la crescita più forte dal 2010, secondo BP. L’accresciuto fabbisogno di Gnl della Cina ha rappresentato quasi la metà dell’espansione globale. Il paese ha superato la Corea, diventando il secondo importatore mondiale di gas liquefatto dopo il Giappone. Massimo Di Odoardo, vicepresidente Global gas and LNG research di Wood Mackenzie, ha dichiarato che la Cina diventerà il maggiore importatore di Gnl entro la metà degli anni Venti.

Forniture GNL raddoppieranno entro il 2040 guidata da Usa e Qatar

La domanda cinese ha dunque rinvigorito l’industria globale del Gnl. Ma non c’è solo la Cina a dettare legge nello scacchiere mondiale. L’azienda malese Petronas il mese scorso ha annunciato che avrebbe acquisito una partecipazione azionaria nel progetto canadese di liquefazione della Royal Dutch Shell, segnando una svolta dopo la marcia indietro della stessa azienda che lo scorso anno aveva annullato una proposta simile effettuata dalla stessa Petronas nel Canada occidentale. Per questi motivi Bp prevede che le forniture globali di gas liquefatto raddoppieranno entro il 2040. E vede le esportazioni dominate da Qatar e Stati Uniti, dove il boom delle risorse di shale ha incrementato le forniture e trasformato il paese in un esportatore netto di gas. Si prevede che i due paesi rappresenteranno il 40% delle esportazioni mondiali di Gnl entro il 2040.

Senza boom dello Shale gas Ue “condannata” all’import di GNL

L’Europa dal canto suo continuerà a dipendere dalle importazioni e Wood Mackenzie si aspetta che il Vecchio Continente sarà sempre più interessato alle spedizioni di Gnl con il declino delle sue forniture interne. Il tanto annunciato boom di shale gas nell’Europa orientale di alcuni anni fa, che ha fatto sperare in una nuova fonte di approvvigionamento, non si è concretizzato. Nel Regno Unito, gli sforzi per commercializzare i giacimenti sono stati frenati dall’opposizione all’hydraulic fracturing, la tecnica necessaria per liberare il gas dalla roccia di scisto. “Sarà difficile replicare il boom degli shale americani in Europa a causa della densità di popolazione, delle preoccupazioni ambientali e dei diversi sistemi di diritti di proprietà”, ha affermato a Ft Simon Virley, partner e responsabile energia e risorse naturali di KPMG.

Fonte: Energia Oltre

Data: Giugno 2018

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