Il golfo del Messico, svenduto alle compagnie petrolifere dall’amministrazione Trump

Il golfo del Messico, svenduto alle compagnie petrolifere dall’amministrazione Trump

Un altro passo a favore dell’industria dei combustibili fossili è stato messo a segno da Trump. Il governo americano ha messo all’asta un’area enorme di acque federali nel Golfo del Messico, senza tenere in considerazione i rischi per l’ambiente, già messo a dura prova da gravi incidenti e non ultimo dal disastro della BP Deepwater Horizon. 312mila chilometri quadrati (4,4 milioni di campi da calcio per dare l’idea) che le aziende petrolifere e del gas possono conquistarsi e perforare alla ricerca di combustibili fossili da bruciare.

Nuove trivellazioni nel Golfo del Messico

Nonostante diverse analisi abbiano dimostrato che oramai le rinnovabili siano più convenientie creino più posti di lavororispetto alle fonti fossili, l’amministrazione americana continua a investire in nuove trivellazioni. Nel Golfo del Messico, le compagnie petrolifere hanno già creato oltre 52 mila pozzi e installato più di 7 mila piattaforme. Di queste, una buona parte è inattiva anche se continua a riversare in mare diverse quantità di rifiuti – come una recente inchiesta del New York Times ha rilevato – con buona pace dei contribuenti americani che continuano a pagare per i costi delle pulizie e la disattivazione delle vecchie infrastrutture di trivellazione.

Fonte: Lifegate

Data: Giugno 2018

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