Il settore assicurativo: dobbiamo adattarci al cambiamento climatico

Il settore assicurativo: dobbiamo adattarci al cambiamento climatico

Gli abitanti “non dormono ogni volta che piove pesantemente perché sanno con certezza che i loro scantinati finiranno allagati”, afferma Jason Thistlethwaite, professore all’Università di Waterloo che studia il settore assicurativo. Secondo Thistlethwaite la stessa cosa è accaduta quando è uscita la notizia dei danni provocati dall’incendio a Fort McMurray in Alberta (Canada), “non appena hanno sentito che il numero delle strutture coinvolte era di 1.600”. Con tutti gli edifici bruciati, secondo il settore assicurativo Fort McMurray è il più costoso disastro naturale del Canada e inciderà sull’economia dei canadesi e non solo attraverso tassi assicurativi più elevati. La ricerca di Thistlethwaite è all’avanguardia sul tentativo del settore assicurativo canadese di affrontare i rischi climatici.

Alcune industrie sembrano aver avuto difficoltà a credere agli scienziati che avvertivano quanto l’attività umana stesse riscaldando il pianeta rilasciando dosi massicce di carbonio.

Il settore assicurativo è un’eccezione, come Eric Reguly ha sottolineato in un articolo del 2013 intitolato “Nessun negazionista del cambiamento climatico si trova nelle attività di assicurazione e riassicurazione”.

Allerta precoce

Quello che è notevole è che Munich Re abbia per prima messo in guardia sul riscaldamento globale già nel lontano 1973, quando si accorse che i danni delle inondazioni erano in aumento“, ha scritto Reguly nel suo report su Business Magazine.

Munich Re è uno dei giganti assicurativi, tra cui include Swiss Re e Lloyds, ed agisce come una compagnia di assicurazioni per le compagnie di assicurazione, dando loro una panoramica sui cambiamenti del rischio globale.

Venti anni prima dell’Earth Summit di Rio, in cui i Paesi del mondo, per la prima volta, si sono trovati a definire una strategia globale per la lotta contro i cambiamenti climatici, il settore assicurativo aveva riconosciuto che le richieste per danni legate agli eventi meteorologici stavano aumentando più rapidamente rispetto a quanto, secondo i loro tavoli di rischio, si presupponeva sarebbero cresciute. La loro ricerca ha puntato dritto al cambiamento climatico.

In Canada, anche l’industria oggi riconosce che c’è un problema, da qui la nascita dell’Intact Centre on Climate Adaptation (Icca) e la compagnia di assicurazione che sponsorizza l’Icca, noto precedentemente come Ing Group, è il più grande assicuratore di case e proprietà a Fort McMurray.

Causa ed effetto

Come con tutti gli argomenti relativi al cambiamento climatico, è difficile dimostrare un rapporto di causa-effetto assoluto tra il clima e il recente aumento in Canada delle richieste di danni provocati da incendi, inondazioni, vento e tempeste di ghiaccio.

Ma per centinaia di anni, il settore assicurativo è stato maestro di statistiche. Bisogna risalire ai giorni in cui i sottoscrittori, immersi nel coffee house dei Lloyd di Londra nel 1700, calcolavano le probabilità che una nave da carico affondasse prima di far ritorno dal Far East. E a loro non piace a sbagliare.

“Quello di cui siamo certi è che le perdite sulle assicurazioni di immobili legate a condizioni meteorologiche estreme sono in aumento non solo in Canada, ma anche a livello internazionale“, afferma Thistlethwaite. “E questo si allinea con la ricerca sui cambiamenti climatici che suggerisce che più calda è l’atmosfera, più è probabile che il clima si faccia più estremo”.

Purtroppo per coloro che cercano un “vincitore” sui cambiamenti climatici, non possiamo contare sul settore assicurativo per salvarci. Essendo imprese, quello che devono fare è tirare le somme delle loro attività.

Fonte: Cbc News

Data: Giugno 2016

Leggi l’articolo in inglese


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