In un paragrafo, la futilità delle tesi che negano il cambiamento climatico

In un paragrafo, la futilità delle tesi che negano il cambiamento climatico

Il BlackRock è la più grande società di investimento al mondo, con circa 4,5 miliardi di dollari di asset in gestione. Inutile dire che quei trilioni rendono BlackRock fortemente motivato a valutare con precisione le forze e le tendenze che si muovono nei mercati globali: non può infatti permettersi il lusso di usare paraocchi ideologici.

Così colpisce il paragrafo di apertura contenuto nella nuova relazione globale dell’Istituto per gli investimenti di BlackRock recentemente pubblicata con il titolo “The Price of Climate Change: Global Warming’s Impact on Portfolios“. È, a dir poco, notevolmente smussato almeno in relazione alla consueta lingua incruenta dei rapporti di investimento:

«Si può o non si può credere che i cambiamenti climatici provocati dall’uomo siano reali e respingere la scienza che sta dietro a queste affermazioni. Non importa. Ma i rischi del cambiamento climatico sono diventati una questione per gli investimenti. I governi stanno fissando obiettivi per ridurre le emissioni di gas serra. Questo potrebbe aprire la strada a cambiamenti nelle politiche di cui potremmo vedere gli effetti a catena sull’industria. I rischi derivanti dalle regolamentazioni stanno diventando fattori chiave nel rendimento degli investimenti».

In altre parole: che piaccia o no, il clima non è una sciocchezza.

Questo è ampiamente compreso quasi ovunque nel mondo, tranne che all’interno della bolla sigillata ermeticamente del conservatorismo americano. All’interno di quella bolla, credono ancora che gli scettici del clima stiano vincendo il dibattito, che l’intero edificio della scienza sul clima sia in procinto di crollare. Credono ancora che l’elezione di un presidente repubblicano possa essere sufficiente per sbarazzarsi dei regolamenti sul clima una volta per tutte. Credono ancora che il carbone possa essere riesumato e che petrolio e gas siano il futuro economico.

Si sbagliano. E le persone che li ascoltano stanno perdendo soldi.

 

Fonte: Vox

Data: Novembre 2015

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