La perovskite, il minerale che potrebbe sostituire il silicio nei pannelli solari del futuro

La perovskite, il minerale che potrebbe sostituire il silicio nei pannelli solari del futuro

La perovskite era stata scoperta nel 1839 sui monti Urali ma poi, come a volte succede, dimenticata perché nessuno era in grado di pensare a un suo utilizzo pratico. Ma a partire dal 2006, l’interesse per questo minerale – un composto di calcio, titanio e ossigeno – si è riacceso: merito di Tsutomu Miyasaka, ricercatore della Toin University (Giappone) che ha dimostrato la caratteristica di semiconduttori di alcune perovskiti ponendo così le basi per sperimentare un nuovo e promettente tipo di cella solare.

Un’efficienza sorprendente

Quasi 180 anni dopo la scoperta sui monti Urali, la perovskite è diventata una nuova scommessa per l’energia solare. Nel 2012, Henry Snaith e i suoi colleghi dell’Università di Oxford, in Gran Bretagna, hanno messo a punto un sistema per produrre celle solari composte da questo nuovo minerale che riuscivano a convertire in energia elettrica poco più del 10 per cento della luce che le raggiungeva. Un’efficienza che è risultata subito buona e molto promettente, tanto da spingere la Oxford Photovoltaics – un’azienda che lo stesso Snaith aveva co-fondato per sviluppare nuovi materiali solari – a incrementare le ricerche in questo campo ed ora non manca molto perché le prime celle solari composte di perovskite vengano provate sul campo.

Titanio, calcio, ossigeno: i componenti facilmente disponibili della perovskite

L’efficienza attuale delle celle solari di perovskite si attesta intorno al 22 per cento in situazioni di laboratorio. Un valore che rende questo materiale comparabile con la resa del silicio presente nella maggior parte dei pannelli solari oggi commercializzati. L’efficienza raggiunta dal silicio sconta un percorso lungo più di 60 anni e, probabilmente, ha raggiunto la sua massima resa e pochi potrebbero essere i miglioramenti raggiungibili in futuro. La perovskite potrebbe quindi essere la promessa del solare del futuro, visti i progressi raggiunti in pochi anni e le possibilità che ancora gli studiosi pensano di poter esplorare. Inoltre, è un minerale composto da sostanze e metalli comunemente disponibili, cosa che potrebbe permettere la costruzione di celle solari a costi più bassi degli attuali.

Fonte: Lifegate

Data: Maggio 2018

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