La vera notizia dal G7: l’era di carbone e petrolio finirà nel 2100

La vera notizia dal G7: l’era di carbone e petrolio finirà nel 2100

Sono necessari tagli profondi alle emissioni di gas serra per una decarbonizzazione dell’economia globale durante questo secolo”. No, queste parole non sono state pronunciate da un’associazione ambientalista, ma sono bensì contenute nella dichiarazione finale del G7 che si è concluso ieri in Baviera, nel Castello di Elmau. In vista della prossima Conferenza sui Cambiamenti Climatici che si terrà a Parigi a dicembre (COP21), Angela Merkel porta il tema dei clima al tavolo negoziale del G7: e il risultato diplomatico è un capolavoro, con il superamento delle perplessità canadesi e giapponesi– seppur con alcune ombre. Tanto che chi già ha soprannominato la cancelliera tedesca con l’appellativo “Climate Hero”.

Iniziamo dal lato positivo. E’ la prima volta che in un ambito ufficiale viene dichiarata la fine dell’epoca delle fonti fossili di energia (carbone, petrolio, gas). Scrivere nero su bianco che la decarbonizzazione dell’economia avverrà entro questo secolo, con sotto la firma di Barack Obama, Angela Merkel, Matteo Renzi, è una novità di portata storica e ha delle ripercussioni dirette: è quello che gli analisti e gli economisti definiscono un “segnale”. E’ una aspettativa riguardante un percorso, una traiettoria che influenzerà le scelte aziendali, industriali e anche finanziarie verso un’economia a emissioni zero. Ciò implica, ad esempio, riconoscere la certezza che gli investimenti per la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi sono perfettamente inutili, perché tali giacimenti non verranno utilizzati; che gli istituti bancari devono iniziare a valutare fin da adesso i fallimentari progetti per tecnologie di produzione dell’energia obsolete e alimentate a carbone, petrolio e gas (come peraltro alcune banche stanno già facendo); che il mondo dell’energia deve adeguarsi a questo nuovo cammino. Insomma, lanciare il segnale della decarbonizzazione al 2100 significa cambiare adesso le nostre scelte di programmazione energetica, perché il futuro 100% rinnovabile è prossimo.

 

Fonte: Gli Stati Generali

Data: Giugno 2015

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