Le coste del Giappone contaminate dal petrolio della petroliera Sanchi

Le coste del Giappone contaminate dal petrolio della petroliera Sanchi

Il petrolio della petroliera iraniana Sanchi, che dopo essere esplosa è affondata nel mar Cinese orientale, ha raggiunto le coste del Giappone. A denunciare il fatto la guardia costiera giapponese.

Gli abitanti delle isole giapponesi di Amami-Oshima, famose per le spiagge incontaminate e le barriere coralline, hanno riferito di aver ripulito le coste da cumuli neri di petrolio, probabilmente causati dal combustibile contenuto nei serbatoi della Sanchi. Le autorità giapponesi stanno ora controllando se il petrolio proviene dalla petroliera iraniana, che trasportava circa 136mila tonnellate di condensato quando affondò a metà gennaio, con la perdita di tutti e 32 i membri dell’equipaggio. A bordo c’erano anche circa 1.900 tonnellate di gasolio di bunker.

Le indagini per accertare l’origine della marea nera

Non è noto se il condensato ultraleggero trasportato dalla petroliera possa formare grumi oleosi neri o se effettivamente i cumuli ritrovati sulle coste giapponesi siano determinati dal petrolio utilizzato per alimentare i motori della nave.

Le indagini attestano che le sostanze provengano dalla Sanchi, il petrolio ritrovato sulle coste sembrerebbe corrispondere a quello della petroliera affondata.

Takuya Matsumoto, il portavoce della Guardia costiera giapponese ha detto, all’agenzia APF: “noi non siamo a conoscenza di altri sversamenti di petrolio in mare nell’area, per questo siamo giunti alla conclusione che il petrolio trovato su due delle nostre isole con alta probabilità arriva dalla Sanchi”.

L’accertamento del fatto che sulle coste giapponesi sia arrivato il petrolio della Sanchi è un problema non da poco per le autorità giapponesi che il mese scorso avevano annunciato che c’erano poche possibilità che la fuoriuscita raggiungesse le loro coste.

Fonte: Lifegate

Data: Marzo 2018

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