Le grandi utility europee sono finalmente pronte per le energie rinnovabili

Le grandi utility europee sono finalmente pronte per le energie rinnovabili

Per anni le maggiori utility europee hanno lottato per ammodernare il proprio business aggrappandosi ai combustibili fossili e ritardando il passaggio alle rinnovabili. Ora sembra che questo stia cambiando.

Dove ci sono amministratori delegati, come David Crane di Nrg Energy, che una volta perdevano il loro lavoro per aver perseguito politiche progressiste, ora i massimi dirigenti del settore energetico stanno facendo passi sempre più audaci.

Engie è stato appena nominato nuovo Ceo, quelli di Edf ed Enel sono ancora relativamente nuovi, il capo di E.ON ha scelto di andare a guidare il ramo d’azienda relativo all’energia pulita creatosi dalla scissione della società all’inizio di quest’anno, e l’amministratore delegato di Rwe sembra avere la stessa idea.

Anche se quasi tutti hanno imparato a parlare senza ancora fare, stanno ora cercando di capire proprio come fare. Ma in ultima analisi, il futuro dell’energia pulita in Europa sembra essere molto promettente, con quattro Ceo delle prime cinque utility europee a favore delle energie rinnovabili, delle reti e dei servizi clienti rispetto alle centrali elettriche a combustibili fossili.

E.ON e Rwe: verso energie rinnovabili e rete dopo la divisione

Sia Peter Terium capo della Rwe sia Johannes Teyssen Ceo di E.ON stanno portando avanti enormi trasformazioni aziendali in cui le loro aziende saranno composte da una società specifica per le attività legate ai combustibili fossili e da una combinazione di business sulle fonti rinnovabili, la rete e la vendita al dettaglio e al cliente.

Ci sono differenze significative (vale a dire ad esempio gli impianti nucleari di E.ON), ma c’è una somiglianza importante: entrambi i Ceo sembrano preferire il nuovo business dell’energia pulita per le loro aziende che stanno affondando nella generazione di energia fossile.

Teyssen rimane il Ceo di E.ON, ma ha consegnato la guida del ramo combustibili fossili Uniper a Klaus Schäfer. Uniper sarà guidata da dirigenti esperti di E.ON, mentre Teyssen sta anche portando nella nuova E.ON un nuovo direttore finanziario dall’esterno: Michael Sen, l’attuale Ceo di Siemens Healthcare, una mossa credibile per rafforzare l’orientamento al cliente di E.ON.

Un altro dei principali leader del nuovo E.ON è anche relativamente nuovo per l’azienda; Leonhard Birnbaum che si è unito a E.ON arrivando da Rwe nel 2013. E infine c’è Bernhard Reutersberg, da tempo impiegato in E.ON che è anche Presidente della Uniper.

I piani di Terium a Rwe sono invece meno chiari, visto che la riorganizzazione societaria è in fase molto iniziale e la società non commenta ufficialmente i futuri cambiamenti di gestione.

Ma, secondo diversi rapporti dei media, si rileva come Terium stia cercando il passaggio alla nuova entità societaria concentrandosi su fonti rinnovabili e reti. Secondo la Reuters, Terium “potrebbe cambiare lavoro per diventare il capo del gruppo in programma sulle fonti rinnovabili, le reti e divisione di vendita al dettaglio”.

Forse è stanco delle lotte attorno al “business delle centrali elettriche in declino, che si sono concentrate sul taglio dei costi e dei posti di lavori, e invece [vorrebbe] dare forma ad una nuova divisione”. Dopo tutto ci ha messo anni per mettere la società su un nuovo binario che ha incluso cacciar fuori gli oppositori chiave.

Il futuro di Terium sembra assicurato per il momento, nonostante recentemente si sia annunciato che Rwe stia rottamando i dividendi 2015.

Gli azionisti sono comprensibilmente arrabbiati, ma nel lungo termine potrebbero diventare più indulgenti: sotto la gestione Terium (dal settembre 2011) il prezzo delle azioni di Rwe è sceso di molto meno (da 10,91 € a circa 10,73 €) rispetto a quanto è accaduto in E.ON con Teyssen (dal maggio 2010): dai circa 28 € ad un intorno di 8 €.

Edf e Engie: un cambiamento recente e il prossimo futuro

Engie si sta preparando ad un cambio della guardia al vertice dal momento che Isabelle Kocher, l’ex direttore finanziario, a maggio raccoglierà la leadership da Gerard Mestrallet.

Il significativo cambiamento di direzione non era previsto, ma l’allontanamento dai fossili potrebbe essere molto più veloce. Kocher già anni fa era stata selezionata internamente per la successione e in un recente (e un po’ inaspettato) movimento Mestrallet si dice che resterà come presidente non esecutivo, cosa che potrebbe però indebolire la posizione futura di Kocher.

La società di Kocher si prevede continuerà a concentrarsi sul gas naturale, sui mercati in crescita (in particolare in Medio Oriente e Sud America) e sui servizi energetici; ma come ha detto Mestrallet “questa è una nuova tappa nella vita del gruppo” che segnerà una transizione più veloce verso i servizi e le energie rinnovabili e quindi la “rotazione degli asset accelererà”.

 

Fonte: Energy Desk Greenpeace

Data: Marzo 2016

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