L’energia pulita entra nel campo rifugiati di Za’atari grazie al fotovoltaico

L’energia pulita entra nel campo rifugiati di Za’atari grazie al fotovoltaico

In Giordania, nel campo di Zaatari dove sono ospitati 80mila rifugiati siriani, un impianto solare fotovoltaico fornisce energia elettrica che consente all’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) un risparmio annuo di quasi 4,7 milioni di euro che possono essere reinvestiti nell’assistenza umanitaria.

Fotovoltaico e lavoro per ripartire

L’impianto solare è stato costruito alla periferia del campo di Zaatari ed è costituito da 40mila pannelli fotovoltaici disposti in file lunghe centinaia di metri che coprono un’area di circa 33 campi da calcio. Il progetto ha dato lavoro non solo a persone che vivono fuori dal campo ma anche a 75 rifugiati siriani che vivono all’interno. Per tutti è stata un’occasione di occupazione, ma anche di formazione con l’acquisizione di competenze che sperano possano ritornare utili nel prossimo futuro. “Io e gli altri rifugiati siriani che hanno lavorato al progetto – ha detto Gasem, 31enne siriano – abbiamo tratto molti benefici da questa esperienza. Abbiamo sviluppato le nostre conoscenze e le nostre competenze tecniche e, personalmente, mi ha anche permesso di trovare un lavoro in un altro progetto legato al solare al di fuori del campo”.

Migliori standard di vita e salute per i rifugiati

L’impianto fotovoltaico realizzato a Zaatari è stato finanziato dal governo tedesco attraverso la KfW Development Bank che ha investito 15 milioni di euro per la realizzazione di un’opera che può produrre fino a 12,9 megawatt. Il nuovo impianto solare fornirà alle famiglie la possibilità di utilizzare l’elettricità 12-14 ore al giorno permettendo non solo l’illuminazione all’interno dei loro rifugi ma, soprattutto, una migliore conservazione del cibo e più alti standard di igiene e quindi minori possibilità di ammalarsi.

Fonte: Lifegate

Data: Aprile 2018

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