L’India e il dilemma dell’energia

L’India e il dilemma dell’energia

Può l’India modernizzare la propria economia e fornire energia elettrica alla sua popolazione in crescita senza affidarsi pesantemente al carbone contribuendo alla distruzione del clima globale?

Un vecchio si risveglia sul pavimento di una capanna in un villaggio nel sud dell’India. È avvolto in una coperta di cotone sottile. Accanto a lui, la musica trasmessa da una radio a transistor piange dolcemente. Un piccolo fuoco di legna cova sul pavimento, riempiendo la stanza di una leggera foschia; sopra, le travi di bambù del tetto sono annerite di un nero lucido.

Il nome dell’uomo è Mallaiah Tokala ed è il capo del villaggio Appapur, nella Amrabad Tiger Reserve nello stato del Telangana. Sulla fronte porta la vibhuti, la pittura sacra fatta con la cenere bianca. Non è sicuro della propria età, ma sa di attraversare il decimo decennio. Ha vissuto in questo villaggio tutta la sua vita, un periodo che comprende la tumultuosa storia del ventesimo secolo indiano: l’ascesa di Gandhi, la Marcia del Sale, la fine del Raj e l’arrivo dell’Indipendenza, la partizione del Bengala e lo spargimento di sangue che ne seguì, l’assassinio di Rajiv Gandhi e l’alba di una nuova era di violenza tra le sette e terrorismo. Ha vissuto abbastanza per assistere all’arrivo dell’energia elettrica a Appapur: radio, luci e televisori a energia solare.

Sulla parete della capanna un’unica lampadina led illumina dolcemente lo spazio. Attraverso il tetto, un cavo nero la collega ad un pannello solare di 100 watt posto sul tetto di una casa di cemento nelle vicinanze. Si tratta di una diretta conseguenza delle politiche del governo centrale, un migliaio di miglia a nord di Delhi. Appapur è un “villaggio solare”, uno de progetti attuati dal governo per portare l’energia solare nei piccoli villaggi non ancora elettrificati di tutta l’India.

Un compito enorme. Almeno 300 milioni dei 1,25 miliardi di cittadini indiani vivono senza elettricità, come del resto hanno fatto fino ad un anno fa gli abitanti di Appapur. Un altro quarto di miliardo o giù di lì riesce a ricevere elettricità ma solo in modo irregolare a causa di una rete di fornitura decrepita che funziona solo tre o quattro ore al giorno. La mancanza di energia influisce sulle aree rurali e urbane in modo analogo, limitando i risultati degli sforzi per cercare di far progredire sia tenore di vita sia il settore manifatturiero del Paese.

Da quando è stato eletto nel maggio 2014, il primo ministro Narendra Modi ha fatto dell’accesso universale all’energia elettrica un tema centrale della sua amministrazione. Allo stesso tempo, si è impegnato a contribuire agli sforzi internazionali per limitare il cambiamento climatico. Tra gli altri progetti, ha promesso di aumentare entro il 2022 la capacità di energia prodotta dalle fonti rinnovabili in India per arrivare a 175 gigawatt, di cui 100 gigawatt di energia solare (che è circa la capacità totale di generazione di energia della Germania). E qui sta il nucleo del dilemma sul tema dell’energia in India…

 

Fonte: MIT Technology Review

Data: Novembre 2015

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