L’inquinamento atmosferico porta anche all’ictus

L’inquinamento atmosferico porta anche all’ictus

Per la prima volta, l’inquinamento atmosferico è stato provato come una delle principali cause di ictus: a causa delle condizioni atmosferiche in tutto il mondo, l’aria impura è ora accusata di diminuire di quasi un terzo gli anni di vita in buona salute.

In uno studio senza precedenti sui fattori di rischio a livello mondiale per l’ictus, l’inquinamento atmosferico – sotto forma delle particelle sottili – è stato classificato quale settimo fattore che incide sulla durata di una vita in buona salute, mentre l’inquinamento atmosferico causato dalle famiglie che utilizzano combustibili solidi si è posizionato all’ottavo posto.

Valery Feigin, direttore del National Institute for Stroke and Applied Neurosciences alla Auckland University of Technology, ha detto che nonostante si aspettasse che l’inquinamento atmosferico si manifestasse come una minaccia, l’entità del problema ha colto di sorpresa i ricercatori.

“Non ci aspettavamo che l’effetto sarebbe stato di questa portata, o che fosse aumentato così tanto negli ultimi due decenni”, ha detto. “Il nostro studio è il primo a dimostrare un effetto di così grandi dimensioni e sempre più pericoloso dell’inquinamento atmosferico sulla problematica dell’ictus in tutto il mondo”.

Il risultato è particolarmente suggestivo perché è probabile che l’analisi abbia sottovalutato alcuni effetti dell’inquinamento atmosferico su questa patologia, come ad esempio l’impatto dei combustibili fossili che non è stato pienamente rappresentato. Il team dei ricercatori – ha osservato Feigin – ha evidenziato come le emissioni da combustibili fossili siano più dannose per il sistema cardiovascolare rispetto al particolato.

Gli scienziati hanno detto che la scoperta “allarmante”, pubblicata sulla rivista Lancet Neurology, ha dimostrato che i danni causati dall’inquinamento dell’aria ai polmoni, cuore e cervello sono stati sottovalutati.

In tutto il mondo, sono circa 15 milioni le persone che ogni anno soffrono di ictus. Quasi sei milioni muoiono mentre altri cinque milioni mostrano disabilità permanenti, come la perdita della vista e della parola, la paralisi o stati confusionali.

Feigin ha analizzato un sacco di dati medici ricavati dal Global Burden of Disease Study 2013 per ricostruire un quadro completo di come i diversi fattori di rischio per l’ictus lascino disabilità o, peggio, accorciano la vita alle persone in 188 paesi tra il 1990 e il 2013. Lo studio ha messo in evidenza i fattori più importanti connessi all’ictus in tutto il mondo come la pressione alta, una dieta povera di frutta e/o verdura, l’obesità, una dieta ricca di sale ed il fumo. (…)

Dal 1990 al 2013 il danno globale causato da ictus provocato da cattiva alimentazione, fumo e quasi ogni altro fattore di rischio è aumentato: in calo solo il fumo passivo e l’inquinamento delle famiglie. L’inquinamento atmosferico ambientale è provocato dai veicoli, dalle centrali elettriche, dall’industria e dai combustibili fossili e, nei paesi in via di sviluppo, dalla combustione tradizionale di biomasse che rimane una fonte importante.

Nel lungo termine, l’inquinamento atmosferico si pensa aumenti il rischio di ictus in quanto provoca un indurimento delle arterie nel cervello, rendendo il sangue più spesso e aumentando di conseguenza la pressione sanguigna, di fatto ampliando il rischio di coaguli nel cervello. Ma può avere anche effetti acuti, come la rottura delle placche che si accumulano nelle arterie, che possono poi andare a causare blocchi nella circolazione sanguigna.

Fonte: The Guardian

Data: Giugno 2016

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