L’ultima volta che ha fatto così caldo in Gran Bretagna vivevano gli ippopotami

L’ultima volta che ha fatto così caldo in Gran Bretagna vivevano gli ippopotami

È ufficiale: il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato. Ma la serie storica delle temperature globali risale al più fino al 1850 e diventa sempre più incerta più indietro si va. Allora dobbiamo fidarci dei segni lasciati negli anelli degli alberi, nelle carote di ghiaccio o nelle rocce. Così, quando è stata l’ultima volta che sulla Terra ha fatto più caldo del 2015?

Il periodo caldo registrato durante il Medioevo è spesso citato come risposta. Questo incantesimo, durato da ca il 950 d.C. per tre secoli, ha portato grandi cambiamenti nei centri abitati di tutto il mondo. Questo include la fine della civiltà Tiwanaku in Sud America causata dall’aumento dell’aridità e la colonizzazione della Groenlandia da parte dei Vichinghi.

Ma questo non dice tutta la storia. Sì, alcune regioni erano più calde rispetto agli ultimi anni, ma altre erano notevolmente più fredde. In tutto il mondo, le temperature medie di allora erano in realtà più fresche rispetto a quelle di oggi.

Per raggiungere un momento in cui sulla Terra faceva molto più caldo di oggi bisognerebbe tornare indietro a 130.000 anni, ad un tempo conosciuto come periodo interglaciale Eemiano.

Temperature of Palnet Earth

Per circa 1,8 anni il pianeta aveva oscillato tra una serie di ere glaciali a cui seguivano periodi più caldi conosciuti come “interglaciali”. Il periodo dell’Eemiano, durato circa 15.000 anni, è stato il più recente di questi periodi interglaciali (prima di quello in cui stiamo attualmente vivendo).

Anche se le temperature medie annuali globali sono state più calde di circa 1-2°C rispetto ai livelli preindustriali, le regioni alle latitudini più alte registravano temperature ancora più alte. Questo significò lo sciogliersi delle calotte di ghiaccio; la calotta di ghiaccio della Groenlandia si ridusse e la calotta glaciale dell’Antartico occidentale potrebbe essere crollata. Il livello del mare era di almeno 6 metri superiore a quello attuale.

In tutta l’Asia e nel Nord America, le foreste erano molto più estese verso nord rispetto ad oggi e gli elefanti dalle zanne diritte (ora estinti) e gli ippopotami vivevano a nord fino alle isole britanniche.

Come facciamo a sapere tutto questo? Ebbene, oggi gli scienziati possono stimare i cambiamenti di temperatura esaminando le sostanze chimiche trovate nelle carote di ghiaccio e nei campioni di sedimenti marini e studiando i pollini sepolti in profondità negli strati della terra. Alcuni isotopi di ossigeno e di idrogeno presenti nelle carote di ghiaccio sono in grado di determinare la temperatura di quel periodo mentre il polline può fare luce sulle specie vegetali presenti dando quindi un’indicazione delle condizioni climatiche adatte per tali specie.

Sappiamo dall’analisi delle bolle d’aria presenti nelle carote di ghiaccio raccolto in Antartide che le concentrazioni di gas a effetto serra nel periodo Eemiano non erano dissimili rispetto a quelle dei livelli preindustriali. Tuttavia le condizioni orbitali erano molto diverse: in sostanza, ci sono state molte e grandi variazioni sia di latitudine sia stagionali della quantità di energia solare ricevuta dalla Terra.

Quindi, anche se il periodo Eemiano fosse stato più caldo di oggi, il meccanismo che ha azionato questo calore è stato fondamentalmente diverso rispetto a quello relativo al cambiamento climatico che viviamo oggi, che è dovuto ai gas ad effetto serra. Per trovare un periodo di caldo causato prevalentemente da condizioni più simili a quelle di oggi, abbiamo bisogno di andare ancora più indietro nel tempo.

Gli scienziati del clima sono particolarmente interessati al Miocene (avvenuto circa tra i 23 ed i 5,3 milioni di anni fa), e, in particolare, ad un specifico un periodo noto come Miocene Optimum Climatico (tra gli 11-17 milioni di anni fa). In questo periodo i valori di Co2 (350-400ppm) erano simili a quelli di oggi e può quindi servire potenzialmente come riferimento adeguato per il futuro.

Durante questo periodo, le concentrazioni di biossido di carbonio sono state il motivo predominante del cambiamento climatico. Le temperature medie globali furono da 2 a 4°C più calde rispetto ai valori preindustriali, il livello del mare fu di circa 20 metri più alto e la vegetazione tropicale si era diffusa in modo esteso.

Tuttavia, durante il periodo più tardo del Miocene, la Co2 è scesa al di sotto dei livelli preindustriali, ma le temperature globali rimasero molto più calde. Che cosa ha mantenuto il caldo se non la Co2? Noi ancora non sappiamo esattamente – potrebbero essere le curve orbitali, lo sviluppo della moderna circolazione oceanica o anche i grandi cambiamenti geografici come l’istmo di Panama restringendosi e infine chiudendosi – ma si può dire che un confronto diretto con la situazione dei nostri giorni è problematico.

Attualmente le condizioni orbitali sono adatte per attivare l’inizio di una prossima era glaciale. Abbiamo bisogno di un’altra era glaciale. Tuttavia, come sottolineato in un recente studio pubblicato su Nature, adesso c’è così tanto carbonio nell’atmosfera che la probabilità che questo si verifichi è estremamente ridotta almeno per i prossimi 100.000 anni.

 

Fonte: The Conversation

Data: Gennaio 2016

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