L’Unicef lancia una mappa digitale per aiutare i giovani a raccontare le loro storie sul cambiamento climatico

L’Unicef lancia una mappa digitale per aiutare i giovani a raccontare le loro storie sul cambiamento climatico

Un progetto di mappatura digitale chiamato ‘Act now for tomorrow‘, recentemente lanciato dall’Unicef, sta aiutando i giovani di tutto il mondo nell’identificare le questioni climatiche all’interno delle loro comunità e trovare il modo per affrontarle.

“La mappa del clima globale sta impegnando 500 giovani provenienti da 65 paesi” ha detto Zayn Abaakil, coordinatore Unicef, all’United Nations News Centre in una delle sale conferenze della Cop21 sul cambiamento climatico, dove decine di progetti innovativi sul clima sono attualmente in mostra nelle due settimane degli incontri a Parigi.

L’idea alla base del progetto, ha detto, è la possibilità per i giovani di mostrare il legame tra i problemi climatici e gli impatti che tutti i giorni toccano con mano e stanno interessando la loro salute e l’accesso all’istruzione.

L’agenzia delle Nazioni Unite ha recentemente riferito che più di mezzo miliardo di bambini vivono in aree con altissime possibilità di subire inondazioni, mentre 160 milioni vivono in zone con grossi problemi di siccità.

“Vedono tutti i contributi provenienti da altri giovani”, ha spiegato Abaakil, “capiscono che il problema è globale, che sono tutti collegati intorno allo stesso problema, ma imparano anche gli uni dagli altri a guardare alle migliori soluzioni che sono state attuate in luoghi diversi, e le possono collegare”.

Sette giovani ambasciatori Unicef sono arrivati da tutti gli angoli del globo per partecipare a Cop21, mostrare le loro scoperte e scambiarsi storie, questa volta in prima persona. Uno di loro è Andozile Simwinga, uno studente diciottenne dello Zambia che ha detto che i cambiamenti climatici sul suo paese stanno riversandosi sulla sua autostima.

“Le cose, in realtà, non si muovono nel modo in cui si suppone dovrebbero andare e i giovani non sono felici come dovrebbero essere”, ha affermato con decisione.

Nonostante stesse parlando di un problema che gli causa chiaramente stress, Simwinga non poteva nascondere l’entusiasmo di essere a Parigi e contribuire a questo evento mondiale.

“[Gli effetti del cambiamento climatico] mi fanno davvero sentire giù: esco da casa mia ogni giorno e mi guardo attorno. La gente taglia gli alberi, in tutto il mondo procede la deforestazione. Voglio proseguire i miei studi ambientali, ma che cosa affronterò? Di che cosa parlerò? Cosa dirò […] ai miei figli e alle generazioni future? Abbiamo avuto alberi; abbiamo avuto diversi tipi di animali. Così davvero hanno ferito la mia autostima”.

Bellinda Raymond, 22 anni, è arrivata dalla Malesia per partecipare alla Conferenza dei giovani prima di andare a Cop21. Lei stessa si descrive come una cittadina attiva, qualcuno che si impegna con i membri della sua comunità, in particolare in vista dei grandi eventi meteorologici che potenzialmente possono distruggere case e il territorio circostante. Ha detto che i suoi nonni non sono stati colpiti dai cambiamenti climatici nei modi con cui questi colpiscono oggi.

“Come nativi di queste zone, per la nostra vita quotidiana dipendiamo dalla foresta e dai fiumi ed abbiamo un nostro sistema tradizionale per comprendere e leggere gli avvenimenti, anche in relazione al clima. Il tempo è ora imprevedibile e abbiamo bisogno di adattarci all’ambiente che sta cambiando”, ha detto Raymond.

Alla domanda su quale sia stato l’effetto più grave provocato dal cambiamento climatico sulla sua comunità, ha risposto le inondazioni.

“L’ultima volta, quando è arrivata la pioggia, tutto sommato le cose andavano ancora bene per noi; ma ora bastano solo due ore di pioggia e già si creano inondazioni provocando un sacco di danni; la gente non può andare a lavorare ed è difficile anche l’accesso dall’esterno”.

Mentre i giovani ambasciatori hanno celebrato il ‘Young and Future Generations Day’ giovedì 3 dicembre a Cop21, le delegazioni governative hanno continuato a lavorare per trovare un nuovo accordo sul clima che la gente del mondo spera sia sufficientemente ambizioso per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi Celsius e prevenire un ulteriore degrado del pianeta.

 

Fonte: United Nations News Centre (Foto: Unicef France/Zumstein)

Data: Dicembre 2015

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