Mediterraneo più caldo e salato, gli effetti del riscaldamento globale

Mediterraneo più caldo e salato, gli effetti del riscaldamento globale

“Siedi qui e lasciati andar così, lascia che entri il sole dentro te e respira tutta l’aria che puoi”. Era l’invito di Mango e Mogol che, con la canzone “Mediterraneo”, invitavano le persone a soffermarsi un momento per farsi avvolgere dalle immagini, dai profumi e dai sapori delle terre del Sud bagnate dal mare. Oggi questo mare attorno a cui sono fiorite alcune delle più grandi civiltà del passato sta cambiando a causa dei cambiamenti climatici. I ricercatori dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Venezia (Ismar-Cnr) hanno constatato un aumento delle temperature che mette a rischio specie animali e vegetali già sotto pressione a causa dell’invasione di specie non autoctone e dall’allargamento del canale di Suez.

Attività a bordo della nave RV Urania: campionatore e sonda Ctd (conducilibilità-temperatura-profondità) mentre stanno per essere calati in mare dalla nave oceanografica Urania. ©Carolina Cantoni, Ismar-Cnr Trieste.

Attività a bordo della nave RV Urania: campionatore e sonda Ctd (conducilibilità-temperatura-profondità) mentre stanno per essere calati in mare dalla nave oceanografica Urania. ©Carolina Cantoni, Ismar-Cnr Trieste.

Un ecosistema particolarmente sensibile ai cambiamenti del clima

Lo studio, riguardante le trasformazioni che il Mar Mediterraneo sta subendo a causa del riscaldamento globale, rivela come il Mare Nostrum sia diventato un’area particolarmente sensibile all’innalzamento delle temperature globali, con aumenti di circa 0,05 gradi all’anno, molto più di quanto non avvenga negli oceani dove i gradi in più si attestano sullo 0,005 all’anno. Il motivo è semplice: in un mare piccolo come quello di casa nostra la velocità di ricambio delle acque è relativamente più bassa rispetto a quella che caratterizza i grandi oceani. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Scientific Reports’ ed è stato realizzato dall’Ismar-Cnr in collaborazione con il britannico National Oceanography Centre di Southampton e il tunisino Institut National des Sciences et Technologies de la Mer di Salamboo.

Il grafico descrive l’aumento di temperatura e di salinità nel Mar Mediterraneo registrata a 400 metri di profondità nel Canale di Sicilia. Fonte: Ismar-Cnr.

Il grafico descrive l’aumento di temperatura e di salinità nel Mar Mediterraneo registrata a 400 metri di profondità nel Canale di Sicilia. Fonte: Ismar-Cnr.

Il Mediterraneo si sta scaldando due volte e mezzo più velocemente di quanto avveniva in passato

Dalla fine del 1993 a oggi la temperatura e la salinità dell’acqua proveniente dal Mediterraneo orientale, tra i 300 e 600 metri di profondità, hanno subito rilevanti variazioni. In particolare, la rapidità con cui l’acqua si sta scaldando e aumentando il suo contenuto di sale è cresciuta di due volte e mezzo rispetto a quanto si osservava nelle stesse acque nella seconda metà del XX secolo, ha spiegato Katrin Schroeder, ricercatrice dell’Ismar-Cnr. “Il Mediterraneo può essere assimilato a una macchina che importa acqua superficiale poco salata e di bassa densità dall’Atlantico, e la trasforma al suo interno mediante processi complessi che coinvolgono la produzione di acque più calde e salate, poi esportate verso l’Atlantico, dalle profondità dello Stretto di Gibilterra”.

Fonte: Lifegate

Data: Settembre 2017

Leggi l’articolo


Tags assegnati all'articolo:
acquaambientecambiamento climatico

Articoli Correlati

Un futuro 100% rinnovabile è possibile e conviene

La persona che ha previsto con maggiore precisione il boom delle energie rinnovabili dice che il mondo può eliminare progressivamente

Le chiese britanniche scelgono l’energia rinnovabile

Oltre 3.500 chiese britanniche hanno deciso di accendere le proprie luci con energia rinnovabile. Continua a crescere il numero adesioni

Chi plaude (e chi contesta) i piani verdi di Obama

Il più ambizioso piano per contrastare i cambiamenti climatici che gli Stati Uniti abbiano mai varato – il Clean power