Miglior crescita, miglior clima

Miglior crescita, miglior clima

Viviamo in un momento di grande opportunità e grande rischio è in sintesi quanto emerge dall’ultimo report “The New Climate Economy” prodotto da The Global Commission on the Economy and Climate, una delle maggiori iniziative internazionali che analizzano i benefici economici e i costi delle azioni a volte a contrastare il cambiamento climatico.

Il report sudiviso in otto capitoli,  individua le priorità e le opportunità per la lotta al cambiamento climatico.

Capitolo 1: UNA SFIDA DA COGLIERE

L’opportunità è quella di sfruttare l’intelligenza umana e il progresso tecnologico per migliorare la vita della maggioranza della popolazione mondiale. Nel corso dell’ultimo quarto di secolo, la crescita economica, le nuove tecnologie e i modelli globali di produzione e del commercio hanno trasformato le nostre economie e le nostre società. Nei Paesi in via di sviluppo, quasi 500 milioni di persone sono usciti dalla povertà solo negli ultimi dieci anni – la più veloce riduzione della povertà di cui abbiamo testimonianza diretta. Ma ancora 2,4 miliardi di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno e l’urbanizzazione, l’aumento dei consumi e la crescita della popolazione stanno mettendo sotto stress le risorse naturali.

I prossimi 10-15 anni potrebbero essere un periodo di grande progresso e crescita. In questo momento storico abbiamo le risorse tecnologiche, finanziarie e umane per elevare gli standard di vita in tutto il mondo. Buone politiche che sostengono investimenti e innovazioni sono in grado di ridurre ulteriormente la povertà e la fame, rendere le città in rapida crescita economica vivaci ed inclusive, ripristinare e proteggere gli ambienti naturali del mondo.

Capitolo 2: I MOTORI PER LA CRESCITA NAZIONALE E GLOBALE

Le città sono diventate cruciali sia per la crescita economica sia per le azioni sul clima. Le aree urbane ospitano la metà della popolazione mondiale, ma generano circa l’80% della produzione economica mondiale e il 70% circa dell’utilizzo dell’energia globale e delle emissioni di gas serra. Nel corso dei prossimi due decenni, quasi tutta la crescita netta della popolazione del mondo dovrebbe realizzarsi nelle aree urbane, con circa 1,4 milioni di persone –quasi la popolazione di Stoccolma – che si aggiungono ogni settimana. Entro il 2050, la popolazione urbana aumenterà di almeno 2,5 miliardi, raggiungendo i due terzi della popolazione mondiale.

La posta in gioco per la crescita, la qualità della vita e le emissioni di carbonio non potrebbe essere più alta. Le strutture che costruiamo oggi, tra cui strade ed edifici, potrebbero durare per un secolo o più, segnando la strada per nuove emissioni di gas serra in un momento critico in cui tenerle a freno.

Capitolo 3: PROTEGGERE IL CIBO, LE FORESTE E LE PERSONE

La rapida crescita della popolazione globale, l’urbanizzazione, l’aumento dei redditi e le risorse limitate stanno facendo un’enorme pressione sulla terra e sulle risorse idriche utilizzate dall’agricoltura e dalle foreste, oggi cruciali per la sicurezza alimentare e il sostentamento delle persone. Circa un quarto delle terre agricole del mondo è gravemente degradato e le foreste continuano ad essere il nulla osta per legname e carbone, oltre che per l’utilizzo dei terreni per colture e pascoli. Le funzioni fondamentali degli eco-sistemi vengono compromesse e così le risorse naturali stanno diventando sempre meno produttive. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico sta ponendo sfide enormi, segnando l’aumento di inondazioni e il rischio di siccità in molti luoghi, alterando i sistemi idrologici e i modelli climatici stagionali.

Capitolo 4: MIGLIORE ENERGIA, MIGLIOR CLIMA

Per la domanda di energia siamo in un periodo di espansione senza precedenti. Dal 1990, il consumo di energia globale è cresciuto di oltre il 50% e dovrà continuare a crescere per sostenere il ritmo di sviluppo. Tanto quanto un quarto della domanda energetica di oggi è stato creato solo negli ultimi dieci anni, tanto dal 2000 tutta la crescita si è verificata nei paesi non-OCSE, e in particolare più della metà solo in Cina. Le proiezioni passate spesso non sono riuscite ad anticipare questi drammatici cambiamenti che tuttavia hanno interessato le prospettive del settore energetico di quasi tutti i Paesi. Il futuro è ora ancora più incerto, come mostrano le proiezioni che indicano per i prossimi 15 anni un ampliamento tra il 20% ed il 35% della domanda globale di energia.

Una grande ondata di investimenti proverà a dare risposta a questa domanda: circa 45 trilioni di dollari saranno necessari nel periodo 2015-2030 per le principali infrastrutture legate all’energia. Come il denaro sarà speso è una questione di fondamentale importanza: può aiutare a costruire sistemi di energia robusti e flessibili che serviranno i diversi Paesi per i decenni a venire, oppure potrebbe bloccare gli stessi Paesi con infrastrutture energetiche che espongono gli stessi alla futura volatilità del mercato, all’inquinamento atmosferico e ad altre tensioni ambientali e sociali. Anche per il clima è in gioco quindi una grande sfida dato che la produzione di energia e il suo utilizzo è responsabile dei due terzi delle emissioni di gas serra a livello globale e queste emissioni continuano ad aumentare.

Capitolo 5 : IL CONTESTO PER LA CRESCITA E IL CAMBIAMENTO

Capitolo 6 : FINANZIARE UN FUTURO A BASSE EMISSIONI

Capitolo 7 : TRASFORMAZIONE ATTRAVERSO L’ INNOVAZIONE

Capitolo 8 : UN CLIMA MIGLIORE ATTRAVERSO LA COOPERAZIONE

 

Fonte: New Climate Economy

Data: Agosto 2015

Leggi l’articolo in inglese



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