Per una casa più green gli italiani hanno investito 28 miliardi

Per una casa più green gli italiani hanno investito 28 miliardi

28 miliardi di euro investiti in meno di dieci anni per 2 milioni e mezzo di interventi volti alla riqualificazione energetica delle proprie abitazioni. Questi i numeri dello sforzo delle famiglie italiane per rendere l’Italia un Paese in “Classe A”, non dal punto di vista della solidità del proprio debito pubblico, ma da quello dell’efficienza energetica.

Sforzi che dal 2005 al 2015 hanno portato ad un risparmio di quasi 10 milioni di tonnellate di petrolio l’anno che vale 3 miliardi di euro di spese in meno per importare fonti fossili e 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica risparmiate alla nostra già provata atmosfera.

È quanto emerge dal V Rapporto sull’Efficienza Energetica (Raee), presentato il 23 giugno dall’Enea presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

La fotografia del rapporto racconta come il nostro Paese sia nel campo dell’efficienza energetica fra i leader in Europa con un livello d’intensità energetica inferiore del 18% rispetto alla media Ue, dato particolarmente positivo perché tanto più basso è il valore dell’intensità energetica tanto più è alta l’efficienza energetica del Paese.

L’Italia ha raggiunto il 32% dell’obiettivo di risparmio al 2020  fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014: secondo il Rapporto, tra gli strumenti volti a promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi e le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche, i cosiddetti ecobonus, utilizzati soprattutto per interventi di isolamento termico degli edifici, sostituzione di infissi e installazione di impianti di riscaldamento più efficienti. Tutti interventi volti alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, settore che da solo rappresenta circa il 40% dei consumi finali dell’Unione europea

“Con le politiche nazionali per l’efficienza sono stati raggiunti traguardi importanti, anche se vi sono ancora barriere da superare e forti margini di miglioramento per accrescere il vantaggio competitivo del nostro Paese”, ha sottolineato il Presidente dell’Enea Federico Testa. “L’Enea è in prima linea per far sì che dall’efficienza derivino ulteriori benefici per ridurre la spesa energetica di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni attraverso interventi concreti e l’introduzione di tecnologie innovative. L’efficienza è una grande opportunità per comparti nei quali stiamo lavorando con i ministeri competenti come scuola, beni culturali e agroalimentare, ma anche per  rilanciare settori strategici come l’edilizia”.

Il Rapporto conferma inoltre che nel 2014 la domanda di energia è risultata in calo (-3,4%) rispetto all’anno precedente, confermando il trend osservato a partire dal 2010. Sul fronte dei consumi finali, il settore civile si conferma il più energivoro (37,1% del consumo totale); seguono da trasporti (33,3%) e industria (21,3%).

Fonte: Earthday.it

Data: Luglio 2016

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