Petrolio, l’Opec taglia la produzione per far crescere i prezzi

Petrolio, l’Opec taglia la produzione per far crescere i prezzi

I membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) si sono accordati per tagliare la produzione di oltre 700mila barili al giorno. L’accordo è stato raggiunto ad Algeri dove si è tenuta la riunione informale del Cartello e arriva dopo otto anni di dissidi interni. A seguito della decisione la produzione passerà dagli attuali 33,4 milioni di barili al giorno (mbg), ai 32,5 mbg. L’Arabia Saudita, principale produttore Opec, avrebbe deciso di archiviare le divisioni con il rivale Iran di fronte alle pressioni generate dal persistente clima di bassi prezzi del petrolio, secondo quanto riportato dai media internazionali.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani e il ministro del petrolio Bijan Zanganeh hanno detto di “essersi impegnati per costruire un consenso e trovare una soluzione al grave ciclo di crollo dei prezzi”

Alla notizia le quotazioni del petrolio sono salite del 6 per cento, attestandosi intorno ai 48 dollari al barile. E i prezzi in questi giorni hanno registrato un continuo aumento, toccando quota 51 dollari al barile. Una situazione che evidenzia come la dipendenza dalle fonti fossili renda i Paesi importatori, come l’Italia, soggetti a subire decisioni di mercato e a veder crescere la propria bolletta energetica. Un maggior utilizzo delle rinnovabili renderebbe le singole nazioni meno dipendenti dai mercati energetici internazionali, oltre a sviluppare l’economia locale.

La fase delicata dell’accordo Opec

Ma ora per i produttori di petrolio arriva la parte difficile e più delicata, trovare accordo sulla ripartizione delle quote di produzione, tanto che il taglio della produzione è stato esteso anche ai produttori al di fuori del Cartello, come la Russia.

La decisione sulle quote di ripartizione verrà presa durante il vertice Opec in programma per il prossimo 30 novembre a Vienna. Un mancato accordo porterebbe al fallimento della decisione presa ad Algeri, facendo ritornare i produttori a una situazione simile del 2006, quando l’Opec aveva rinunciato ad assegnare quote di produzione ai singoli paesi.

Fonte: Lifegate

Data: Ottobre 2016

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