Il più grande porto al mondo per esportazioni di carbone abbandona il… carbone

Il più grande porto al mondo per esportazioni di carbone abbandona il… carbone

Si apre un’altra falla nel business del carbone. Newcastle, il più grande porto di esportazione di carbone del mondo, situato nel Nuovo Galles del Sud a 160 km a nord di Sydney, ha deciso di cambiare le priorità dei suoi asset e abbandonare il business del carbone. Il porto deve “urgentemente” diversificare il proprio traffico, ha detto Roy Green neo presidente del porto australiano, in considerazione del fatto che “le prospettive a lungo termine per il carbone sono una minaccia per il porto”.

Newcastle movimenta ogni anno 161 milioni di tonnellate di carbone e le banchine sono quasi interamente dedicate al carbone che rappresenta il 96 per cento del volume di merce che transita nell’area portuale e buona parte di questo è carbone altamente pregiato, utilizzato per la generazione elettrica o per la produzione di acciaio. Nel futuro del porto ci sono grano e derivati, ma soprattutto container.

Le contraddizioni australiane

Le prospettive di sviluppo a lungo termine del mercato del carbone sono una minaccia per il porto e la regione di Hunter, da qui la svolta di Port of Newcastle sebbene sia in netto contrasto con la posizione del governo australiano sul carbone. Sono recenti le manifestazioni di protesta contro il governo che ha recentemente cercato di sovvenzionare il Gruppo Adani che punta a sviluppare un nuovo bacino carbonifero nel Queensland con la relativa espansione del terminale di esportazione del carbone di Abbot Point sulla Grande barriera corallina.

“Il carbone è stato al centro dell’economia di Hunter (zona a nord di Sidney ndr.) per gran parte dei due secoli passati, e continuerà ad essere centrale per la prosperità della regione e il porto di Newcastle ancora per qualche tempo a venire”, ha detto Roy Green. “Tuttavia, vi è un urgente bisogno di diversificare l’economia di Hunter e gli affari del porto. Non possiamo controllare l’andamento della domanda mondiale del nostro carbone, possiamo invece decidere di investire in nuove fonti di crescita e innovazione.”

Fonte: Lifegate

Data: Gennaio 2018

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