Qual è il punto su Hinkley Point?

Qual è il punto su Hinkley Point?

La Gran Bretagna è stata spesso criticata per l’imprevedibilità della sua politica energetica. Dovrebbe prendere lezioni da Parigi. L’azienda pubblica francese, Électricité de France (Edf), sembra abbia rimandato la decisione definitiva se costruire la prima centrale di energia nucleare della Gran Bretagna in un anno in cui si è vissuta molta tensione sul tema della generazione di energia. Il 23 febbraio il suo capo, Jean-Bernard Lévy, ha chiarito che la sua ultima promessa di arrivare al verdetto “molto presto” ha significato “quest’anno”, quattro anni dopo la scadenza iniziale fissata nel 2012. Ma potrebbe essere la cosa migliore per la Gran Bretagna, se Edf la facesse finita, per quanto improbabile sia.

La posta in gioco è alta. Il progetto di 18 miliardi di sterline (25 miliardi di dollari) per l’impianto Hinkley Point C nel Somerset, sarebbe un enorme lavoro di ingegneria, più grande dell’Olympic Park di Londra e alla pari di Crossrail, una ferrovia che è in via di realizzazione sotto il centro di Londra. L’impianto fornirebbe circa il 7% dell’energia elettrica della Gran Bretagna e poiché l’energia nucleare genera poca anidride carbonica, ha un ruolo importante nell’impegno che il governo si è presto per rendere la generazione di elettricità pulita.

È anche il simbolo di un “rinascimento nucleare” dopo il fallimento di un settore statale che ha zoppicato tra il 1950 ed il 1980 e sarà altrettanto inquieto per le aziende private nei prossimi due decenni. Il progetto è stato pensato per mostrare come gli investimenti privati, con uno stato collaborativo alle spalle, siano il modello migliore, dando una rinnovata prospettiva all’industria nucleare, come si legge in un nuovo libro dal titolo “The Fall and Rise of Nuclear Power in Britain”, scritto da Simon Taylor, della Judge Business School dell’Università di Cambridge.

Eppure, come il libro sottolinea in modo sprezzante, il risultato sarebbe “la centrale elettrica più costosa della storia“. I costi previsti sono paragonabili a quelli della centrale delle Tre Gole in Cina, che seppure non nucleare, ha circa sette volte la capacità di generazione prevista qui. i costi potrebbero aumentare se il riferimento fosse la dolorosa esperienza di Edf nel costruire due degli stessi reattori in Finlandia e in Francia. In entrambi questi casi, il completamento dei reattori di terza generazione (European Pressurised Reactors) è anni in ritardo e tre volte oltre il bilancio previsto; vi è anche la possibilità che quello francese, Flamanville 3, venga smantellato.

Per compensare Edf nel caso in cui i costi di costruzione aumentino vertiginosamente, il governo si è impegnato a pagare fino a 92,5 sterline per megawattora per 35 anni, una volta che la produzione abbia inizio: quasi il triplo rispetto agli attuali prezzi all’ingrosso. Questo, scrive Taylor, pone il problema politicamente sensibile di premiare un’azienda con più di un miliardo di sterline l’anno, finanziato attraverso bollette elettriche più elevate, una volta superati tutti i suoi rischi. I contribuenti britannici sono presi all’amo anche se le cose andassero male: il governo ha garantito miliardi di sterline di prestiti per il progetto.

Ancora più goffamente, si mette un pilastro della sicurezza energetica britannica nelle mani di imprese per lo più o totalmente di proprietà di governi stranieri. Edf, sostenuta dallo Stato francese, ha una situazione finanziaria in disordine, con elevati debiti ed un flusso di cassa negativo che questo mese la costringerà a tagliare il suo dividendo 2015. Le tensioni potrebbero diventare più gravi una volta che inizierà a spendere miliardi di sterline all’anno su Hinkley Point. Il via libera dipende anche da una società di proprietà dello Stato cinese per l’acquisizione di un terzo del pacchetto azionario, proprio nel mezzo del clima di incertezza sullo stato di salute dell’economia cinese.

Per tutti questi problemi, Hinkley Point non è ancora condannato. La politica può battere l’economia; la Gran Bretagna si è impegnata a raggiungere severi obiettivi climatici e la Francia potrebbe scoraggiare Edf dall’abbandonare Point Hinkley perché finirebbe il sogno di una industria esportatrice di nucleare. Se Edf non si tira fuori, Dieter Helm della Oxford University dice che il governo britannico potrebbe contare su un’opzione di ripiego: potrebbe far fluttuare i “nuclear bonds” a tassi di interesse bassi per pagare il progetto. Che, dice, sarebbe più conveniente rispetto al rendimento annuale del 10% che i francesi applicherebbero.

 

Fonte: The Economist

Data: Marzo 2016

Leggi l’articolo in inglese


Tags assigned to this article:
Gran Bretagnanucleare

Articoli correlati

Programma di investimenti dell’Ue: € 100 miliardi per il nucleare?

Secondo quanto riporta il servizio di radiodiffusione tedesco ARD, le centrali nucleari sono incluse nella lista dei progetti preliminari del

I cambiamenti climatici spazzeranno via 2.5tn di dollari di assets finanziari

Il cambiamento climatico potrebbe ridurre il valore degli assets finanziari di tutto il mondo di 2.500 miliardi di dollari ($2,5tn),

Eolico e solare: un’opportunità per le piccole isole delle Filippine

200 milioni di dollari risparmiati e garanzia di accesso all’elettricità a 800mila famiglie. Sono i vantaggi che le Filippine potrebbero