Rio Tinto licenzia il capo del settore energia. Lavori in corso per l’uscita dal carbone?

Rio Tinto licenzia il capo del settore energia. Lavori in corso per l’uscita dal carbone?

In un momento in cui i prezzi delle commodity sono crollati, Rio Tinto, nel suo ultimo tentativo di tagliare i costi, ha licenziato il capo del settore energia e ha raggruppato le unità operative carbone e uranio in altre due business unit, una mossa che potrebbe segnalare l’intenzione dell’azienda di cedere il proprio asset del carbone.

Rio Tinto, seconda società mineraria più grande al mondo, ha annunciato che le sue miniere di carbone australiane verranno accorpate alla divisione rame, mentre il business dell’uranio verrà incluso nelle unità diamanti e minerali del gruppo, lasciando così la società con quattro gruppi di prodotti, compresi i minerali di ferro e alluminio.

L’amministratore delegato del settore energia, Harry Kenyon-Slaney, un veterano che lavora da 25 anni della società, lascerà immediatamente il gruppo e la società ha fatto sapere che è previsto il taglio di altri posti di lavoro.

L’80 per cento del reddito di Rio Tinto arriva dai minerali di ferro, mentre la divisione carbone lo scorso anno ha registrato delle perdite.

“Questo potrebbe essere il primo passo di un più lungo percorso di uscita dal carbone per Rio. Se la società volesse vendere gli asset del carbone ci sarebbero degli acquirenti”, hanno commentato gli analisti di Jeffries in una nota. Jefferies valuta la divisione carbone di Rio Tinto a un prezzo di circa 3,6 miliardi di dollari.

“Questi cambiamenti fanno parte della nostra trasformazione aziendale in un’ottica di continua riduzione dei costi, di semplificazione e rafforzamento della nostra società e la volontà di dare un valore sostenibile agli azionisti”, ha detto in una nota stampa l’amministratore delegato di Rio Tinto Sam Walsh.

La maggior parte delle società minerarie sono passate da una continua crescita e diversificazione negli anni del boom, fino al 2001, a una politica di semplificazione e di riduzione dei costi degli ultimi anni.

Fonte: The International New York Times

Data: Marzo 2015

Leggi l’articolo in inglese


Tags assigned to this article:
carbonecosti

Articoli correlati

Cosa prevede la nuova strategia energetica dell’Italia

Il governo italiano ha varato la Strategia energetica nazionale (Sen) al 2030 presentata dai due ministri Carlo Calenda (Sviluppo economico)

Diminuiscono i costi delle rinnovabili, ecco perché sostenerle

Gli studi e le analisi diffuse recentemente hanno rivelato che c’è una ragione economica solida per sostenere le energie rinnovabili:

Le rinnovabili britanniche superano per la prima volta i combustibili fossili

Nel Regno Unito le rinnovabili hanno triplicato la loro capacità superando i combustibili fossili. È questo il risultato di una