Se vuoi conoscere il futuro del clima, guarda la California

Se vuoi conoscere il futuro del clima, guarda la California

di William deBuys

Molto tempo fa, ho vissuto in un appartamento a buon mercato a San Francisco e ho lavorato in una società di costruzioni in cui c’erano persone gay. Stranamente, la siccità che ora sta soffocando la California mi riporta ai ricordi di quei giorni. Era il 1970. La nostra azienda era specializzata nel restaurare quell’appariscente stile vittoriano delle facciate delle case della città, ed io ero abbastanza bravo ad installare i cornicioni, le staffe del timpano e le cappe delle finestre, lavorando in alto, sopra la strada.

Quello che mi ricordo di più, però, è il modo con cui i miei colleghi amavano scandalizzare il lunedì mattina con il racconto delle loro gesta del fine settimana.

Eravamo tutti così innocenti. Non avevamo idea della sofferenza che attendeva tutti poco più avanti o dell’epidemia grave che era già latente nei corpi di molti uomini gay come i miei amici, un’epidemia che avrebbe colpito anche tanti altri al di fuori della comunità gay, ma che era particolarmente terribile con quest’ultima.

È improbabile che oggi molti di quei ragazzi siano vivi. L’hiv era già diffuso nella popolazione, anche se l’Aids non era ancora stato rilevato o non veniva nominato e nessuno aveva sentito parlare di “sesso sicuro” e tanto meno lo praticava. Quando l’epidemia è scoppiata, nessun luogo era peggiore che l’ambiente trendy di San Francisco.

A quel punto ero tornato nel New Mexico, dopo aver scambiato il mio martello per una macchina da scrivere. Quando ho annunciato la mia intenzione di lasciare la California, i ragazzi dicevano tutti la stessa cosa. “Non tornare dietro”, hanno protestato. “Dovrai rivivere di nuovo tutto questo ancora un’altra volta!”

Tutto questo non richiedeva nessuna traduzione. Significava la particolare novità che quel modo di vivere portava, sempre sicuro di diffondersi verso l’est, come del resto lo stile californiano, gli atteggiamenti, i problemi, i gusti e le mode, si erano diffusi al resto del Paese fin quasi dai tempi della corsa all’oro.

Hippies, flower power, bikers e culti. I film che vediamo e la musica che ascoltiamo. Il gergo che impariamo. Enoteche e yuppie bar, vasche idromassaggio e cabine abbronzanti, liposuzione e plastiche al silicone. Il furto dei fiumi e il furto di squadre di baseball (Brooklyn piange ancora). I diritti degli omosessuali, la cultura automobilistica e la rivoluzione di Reagan. Scientology, le mega-chiese, il buddismo chic ed i video di ginnastica. Se anche non nascevano davvero in California, diventavano grandi e arrivavano all’attenzione nazionale lì. Senza le innovazioni della Silicon Valley, potresti riconoscere il tuo telefono cellulare o il computer? Ti riconosceresti?

È lo stesso con il cambiamento climatico. La California nella grande siccità è ancora una volta l’“Exhibit A”, un diorama vivente di come il futuro apparirà a molti di noi.

E il momento presente, in questo 2015, mi ricorda San Francisco, quando è scoppiata l’epidemia di aids. Allora non avevamo idea di come le cose si stessero mettendo male ed è probabile che anche oggi sia così. Come al solito, la California ci sta dando un’anteprima di come sarà il prossimo mondo a venire.

L’arrivo della nuova normalità della “siccità eccezionale”

Sulla mappa di US Drought Monitor’s, un grosso livido viola si vede diffuso in tutto il centro della California, coprendo quasi la metà dello Stato. Il viola indica “siccità eccezionale“, la categoria più atroce, quella che supera sia “grave” sia “estremo”. Se si combinano tutti e tre, il 95 per cento dello Stato è coperto dal viola. In altre parole, la California sta male.

Certo, le condizioni sono migliori che nello questo periodo dell’anno scorso quando il 100 per cento dello Stato era definito almeno “grave”. Le recenti piogge estive hanno un po’ smussato il bordo della siccità, ormai al suo quarto anno. Un pieno recupero, tuttavia, richiederebbe circa un piede di pioggia in tutto lo Stato da agosto e fino a gennaio, un vero e proprio diluvio per posti come Fresno, che in tempi buoni riceve la stessa pioggia nel corso di un anno intero.

Per essere chiari, l’attuale siccità non può essere stata causata dai cambiamenti climatici. Dopo tutto, la California ha una lunga storia di forti siccità a cadenza periodica che nascono da cause del tutto naturali, alcune delle quali che perdurano da un decennio o più. Ma anche così, come minimo, nel presente disastro il cambiamento climatico rimane un potente fattore. La differenza fondamentale tra la siccità di oggi della California ed i suoi antecedenti storici è che le condizioni attuali sono più calde grazie al cambiamento climatico, e più caldo significa più secco poiché l’evaporazione aumenta con la temperatura. Inoltre, il rapporto tra i due non è lineare: la temperatura si muove con passo lento, l’evaporazione galoppa. Il risultato netto è che la siccità in futuro sarà molto più brutale e distruttiva di quella del passato.

In California fa già, in media, circa 1,7°Fahrenheit più caldo di un secolo fa, e il suo tasso di riscaldamento è destinato a triplicare nel secolo a venire. La risposta dell’evaporazione a questo aumento sarà una amplificazione potente delle siccità future in modi senza precedenti, al di là delle loro cause.

 

Fonte: The Nation

Data: Ottobre 2015

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