Sul nucleare splende sempre il sole

Sul nucleare splende sempre il sole

Una vistosa anomalia nella politica energetica britannica sarà in mostra questa settimana: il governo annuncerà a trombe spianate un accordo sul nucleare con la Cina, e poi, senza fanfare, parteciperà ad una consultazione sulle controverse sovvenzioni al solare.

Il Presidente Xi Jinping firmerà probabilmente un’intesa preliminare con David Cameron che permetterà al governo di annunciare che l’ampliamento dell’impianto nucleare a Hinkley Point nel Somerset è sulla buona strada.

Le basi per l’affare sono state poste da George Osborne in suo recente viaggio a Pechino, in cui il Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito si è impegnato a spazzare via qualsiasi eventuale ostacolo che impedisca alla Cina di diventare un importante investitore a Hinkley – e oltre.

L‘azienda a cui fa capo lo sviluppo dei nuovi reattori nucleari nel sud-ovest – il primo da 20 anni a questa parte – è la francese Edf, che ha cercato anche di corteggiare aziende cinesi di proprietà statale per convincerle ad investire nel progetto da 24,5bn di sterline.

Solo con la promessa di permettere ai cinesi di costruire il proprio impianto di sostituzione a Bradwell nell’Essex, Osborne e Cameron alla fine hanno ottenuto il sostegno di Pechino per Hinkley. Dopo di che sarà Edf a metterci l’investimento finale ed i lavori inizieranno sul serio.

La Gran Bretagna ha senza dubbio bisogno di creare nuova capacità per la generazione di energia elettrica, soprattutto mano a mano che le vecchie centrali nucleari e a carbone concluderanno il loro ciclo produttivo o andranno in pensione a causa delle loro emissioni di anidride carbonica.

I cittadini si sono detti disposti a dare al nucleare un’altra possibilità per il fatto che ritengono i gas serra una minaccia più seria rispetto a rifiuti radioattivi, problemi di sicurezza e altri rischi che la tecnologia nucleare pur pone in modo innegabile.

Ma è anche vero che Edf e il suo partner ingegneristico Areva hanno rischiato di fare danni dirigendo progetti innovativi in Finlandia e Francia che, sotto il controllo di uno o di entrambi, hanno visto via via aumentare i costi di montaggio e ritardi di realizzazione.

Nel frattempo, il governo è stato costretto a garantire una sovvenzione di 92,50 £ per megawattora per 35 anni a Edf per arrivare a realizzare un progetto che dovrebbe produrre energia nel 2017, ma che ora non sarà pronto prima del 2024 e solo se si riuscirà ad evitare i problemi di logistica e altre difficoltà che hanno ostacolato tipologie di impianti molto simili a questo come Olkiluoto e Flamanville.

 

Fonte: The Guardian

Data: Ottobre 2015

Leggi l’articolo in inglese



Articoli correlati

L’eolico danese continua a macinare record

Danimarca, il paese dove per un giorno tutto ha funzionato solo con energia eolica. Il 22 febbraio scorso l’eolico danese

Bp paga per la fuoriuscita di petrolio del 2010 il più grande risarcimento della storia Usa

Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato lunedì 5 ottobre l’accordo finale con Bp per la devastante fuoriuscita di petrolio avvenuta

Riforma bollette elettriche: associazioni presentano esposto al Garante della Concorrenza e alla Commissione Ue

Le associazioni dei consumatori e ambientaliste (Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF) hanno avviato una battaglia legale contro