Un miliardo di tonnellate di CO2 porta l’Indonesia tra i grandi inquinatori dell’aria

Un miliardo di tonnellate di CO2 porta l’Indonesia tra i grandi inquinatori dell’aria

In Indonesia divampano gli incendi delle foreste e dei terreni, che sprigionano enormi quantità di Co2 e densi fumi, al punto che per le sue emissioni di gas serra quest’anno il paese potrebbe scavalcare l’India e diventare il terzo maggiore inquinatore al mondo. L’Indonesia si è impegnata a ridurre le sue emissioni del 29% entro il 2030.

Circa il 75% delle emissioni di gas serra dell’Indonesia è provocato da deforestazione, bonifica delle torbiere, fuochi di torba. In Brasile le emissioni dovute a queste cause sono pari a quasi il 35% del totale.

L’Indonesia potrebbe ridurre drasticamente l’inquinamento di gas serra che provoca tenendo a freno l’espansione illegale e non regolamentata delle coltivazioni di palma da olio e legna da carta, soprattutto nelle torbiere ricche di carbonio. Ma l’espansione agricola in corso sembra proprio destinata a far produrre all’Indonesia quantità enormi e incontrollate di emissioni di Co2.

Le stime iniziali mostrano che gli incendi attuali hanno provocato quasi il doppio delle emissioni annue di tutta l’Australia, e potrebbero ancora raddoppiare prima che abbia finalmente inizio la stagione delle piogge. Di solito il clima influenzato da El Niño implica periodi di prolungata siccità in Indonesia e infatti quest’anno l’assenza di piogge è  destinata a durare parecchi altri mesi.

Il dottor Van der Werf si occupa delle analisi quotidiane relative agli incendi in Indonesia e si avvale dei dati della Nasa. Il 15 ottobre ha calcolato che gli incendi hanno sprigionato l’equivalente di più di un miliardo di tonnellate di Co2. Le emissioni annue totali del Giappone, il paese al quinto posto nella classifica dei peggiori inquinatori al mondo, sono di 1,3 miliardi di tonnellate. Al terzo posto della classifica, secondo i dati del 2013, gli ultimi disponibili tramite il Carbon Atlas, c’è l’India con 2,5 miliardi di tonnellate. L’Indonesia di conseguenza si colloca tra i primi dieci paesi inquinatori al mondo, ma una terribile stagione di incendi, come quella di quest’anno, potrebbe proiettarla ai vertici della classifica, guidata da Cina e Stati Uniti, che ne emettono ancora di più.

Le foreste pluviali e di mangrovie dell’Indonesia assorbono e accumulano enormi quantità di Co2, fungendo da polmoni dell’atmosfera, mentre le torbiere indonesiane fungono un po’ da banca: immagazzinano infatti immense quantità di carbonio nel corso dei millenni. Si calcola che le torbiere, però, tra le più vaste al mondo, contengano 60 miliardi di tonnellate di carbonio – quasi 220 miliardi di tonnellate di Co2, ovvero l’equivalente di 22 volte le emissioni di Co2 della Cina nel 2013.

Quest’anno le emissioni dell’Indonesia provocate dallo sfruttamento del territorio potrebbero superare i due miliardi di tonnellate di Co2 a causa degli incendi, soprattutto per la combustione di fuochi di torba che rilasciano ingenti quantità di metano, un gas serra fino a 25 volte più potente del Co2. Soltanto un quarto delle emissioni indonesiane sono dovute alla combustione di petrolio, carbone e gas, ma anche questo dato potrà cambiare.

Con circa 60 milioni di indonesiani privi di accesso alla corrente elettrica, un rapido investimento in centrali elettriche alimentate a carbone potrebbe implicare un brusco aumento delle emissioni prodotte da combustibili fossili, che metterebbero ancor più a rischio il raggiungimento degli obbiettivi climatici che l’Indonesia si è prefissata. Marcel Silvius, a capo del programma Climate-Smart Land Use di Wetlands International, ha detto che l’Indonesia deve far sì che il suo modello di sviluppo prenda le distanze dalle torbiere. Silvius ha espresso forte frustrazione per la totale mancanza di azione, nonostante il governo sia a conoscenza dei rischi connessi.

L’Indonesia deve decidersi ad agire in modo diverso: in particolare, deve migliorare il coordinamento tra i ministeri e i governi locali e regionali. Lo dice Louis Verchot, direttore delle Foreste e dell’Ambiente presso il Centre for International Forestry Research di Bogor. “Devono smettere di produrre olio da palma nelle torbiere e devono smettere di produrre legna da carta nelle torbiere”, ha riferito al The Sunday Times.

 

Fonte: La Repubblica

Data: Novembre 2015

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