Uno sviluppo sostenibile dell’Africa? Impossibile senza accesso all’energia

Uno sviluppo sostenibile dell’Africa? Impossibile senza accesso all’energia

Cosa unisce crescita economica, sviluppo sociale e sostenibilità ambientale? L’accesso all’energia.

L’energia è ormai da tempo riconosciuta essenziale per lo sviluppo e il benessere dell’umanità, ciò nonostante, l’adozione nel 2015 da parte dei governi di 193 paesi di un obiettivo volto ad assicurare l’accesso universale a servizi energetici convenienti, affidabili, sostenibili e moderni, nell’ambito dei nuovi Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite da conseguire entro il 2030, ha conferito alla materia un nuovo livello di riconoscimento politico.

L’energia è infatti parte integrante di molti altri SDGs, inclusi quelli legati alla parità di genere, alla riduzione della povertà, al miglioramento della salute globale e alla lotta al cambiamento climatico.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia alla fine dello scorso anno ha pubblicato un rapporto, “Energy Access Outlook: from Poverty to Prosperity”, che individua linee guida per consentire, entro il 2030, un accesso generalizzato alle moderne fonti di energia. Lo studio delinea strategie globali e regionali di investimento che favoriscano, insieme alla diffusione del bene “energia”, anche crescita, sviluppo diffuso e migliori condizioni di vita. È una vera e propria fotografia della materia che per la prima volta ha anche combinato i dati sul bilancio energetico mondiale disponibili o con una approfondita analisi dei progressi recentemente compiuti, fornendo una ricostruzione storica – la prima nel suo genere – che copre oltre 140 paesi e che riporta non solo il numero di persone che hanno ottenuto l’accesso all’energia elettrica e a soluzioni pulite per cucinare dal 2000 ad oggi, ma anche le modalità attraverso cui questi risultati sono stati raggiunti. Il focus particolare sull’Africa sub-sahariana evidenzia inoltre le potenzialità di sviluppo che l’accesso a moderne forme di energia può aprire nel Continente e sottolinea i benefici dell’accesso all’energia su questioni di genere, aspetti socio-sanitari e cambiamenti climatici.

Il numero di persone che oggi non dispongono dell’accesso all’energia elettrica è sceso da 1,7 miliardi nel 2000 a 1,1 miliardi nel 2016 ed è nella giusta direzione per diminuire fino a 674 milioni nel 2030, con l’India che raggiungerà l’accesso universale ben prima di quella data. Dal 2012 in poi, oltre 100 milioni di persone all’anno hanno ottenuto accesso all’elettricità, con una accelerazione rispetto ai 62 milioni all’anno osservati tra il 2000 e il 2012. I paesi asiatici in via di sviluppo, guidati dall’India, hanno compiuto progressi significativi e il tasso di elettrificazione della regione ha raggiunto l’89% a fronte del 67% del 2000. La Cina ha conseguito la piena elettrificazione nel 2015 mentre, dal 2000 ad oggi, 100 milioni di persone in Indonesia e 90 milioni in Bangladesh hanno ottenuto l’accesso all’energia elettrica. Molti paesi in via di sviluppo dell’Asia, incluse India ed Indonesia, sono sulla buona strada per conseguire l’accesso universale e quest’area raggiungerà un tasso di elettrificazione del 99% entro il 2030. America Latina e Medio Oriente conseguiranno un livello rispettivamente pari al 99% e al 95%.

La sfida più difficile è quella dell’Africa. Nell’Africa sub-sahariana, nel 2014 il tasso di elettrificazione è cresciuto per la prima volta più di quello demografico, determinando una riduzione del numero di persone prive di accesso all’elettricità nella regione. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, l’attuale livello di elettrificazione dell’Africa sub-sahariana è pari ad appena il 43%. Anche se molti paesi dell’Africa sub- sahariana, tra cui Etiopia, Gabon, Ghana e Kenya, raggiungeranno o sono sulla buona strada per traguardare l’obiettivo dell’accesso universale all’elettricità entro il 2030, i progressi compiuti all’interno della regione nel suo complesso non sono uniformi e la crescita demografica è più rapida del ritmo con cui viene esteso l’accesso all’energia. Al 2030, dei 674 milioni di persone ancora prive di energia elettrica a livello globale, circa 600 milioni saranno concentrate nell’Africa sub-sahariana, principalmente nelle aree rurali.

Lo studio, ci dice che dal 2000 al 2016, quasi tutti coloro che hanno ottenuto l’accesso all’energia elettrica nel mondo lo hanno fatto attraverso nuovi allacciamenti alla rete, principalmente alimentati da centrali a fonti fossili. Negli ultimi cinque anni, tuttavia, le energie rinnovabili hanno cominciato a guadagnare terreno, così come i sistemi off-grid e mini-grid, e questa transizione è prevista accelerare.

Fonte: Gli Stati Generali

Data: Agosto 2018

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