USA Election 2016 | Come il prossimo Presidente potrebbe espandere le politiche sul clima di Obama o smantellarle

USA Election 2016 | Come il prossimo Presidente potrebbe espandere le politiche sul clima di Obama o smantellarle

Questo mese, il Presidente Obama ha sostanzialmente assicurato che il cambiamento climatico sarà uno dei principali temi in gioco nelle elezioni del 2016. Se i candidati scelgono di parlarne o no, chi viene eletto presidente l’anno prossimo avrà un’enorme influenza nei riguardi del clima e della politica energetica americana.

La ragione è semplice. Già nel 2007, la Corte Suprema ha riconosciuto un’autorità senza precedenti alla Environmental Protection Agency degli Stati Uniti per regolamentare le emissioni di gas effetto serra nell’ambito del “Clean Air Act”. Negli anni successivi, Obama ha usato questo potere per emanare regole nuove e radicali sul clima. Queste comprendevano più severi standard di efficienza del carburante per auto e camion. Inoltre, era compreso anche il Piano “Clean Power”, un ambizioso regolamento dell’EPA per ridurre le emissioni di CO2 delle centrali elettriche del paese, che si è concluso nel mese di agosto.

Questi regolamenti sono stati tutti emanati senza il Congresso. E il loro destino finale spetta al prossimo Presidente. Se un repubblicano venisse eletto nel 2016 e volesse indebolire il piano “Clean Power” o allentare le regolamentazioni sui combustibili, avrà un sacco di margine di manovra per farlo (anche se l’abrogazione totale potrebbe rivelarsi difficile, come vedremo). Al contrario, se Hillary Clinton o qualcun altro volesse entrare ed ampliare in modo sostanziale quello che l’EPA ha già fatto, avrà un sacco di opzioni, come ad esempio l’estensione dei regolamenti sull’emissione di carbonio alle raffinerie, impianti chimici o aerei.

Ogni futura amministrazione avrà un sacco di spazio per essere più o meno ambiziosa“, spiega Michael Wara, esperto di energia e di diritto ambientale a Stanford. E a differenza di modifiche al “Obama-care” o alla politica fiscale federale o ad una serie di altre questioni, questo non richiederà l’approvazione del Congresso.

 

Fonte: Vox

Data: Agosto 2015

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