100 modi per dire energia in italiano

100 modi per dire energia in italiano

La sfida dei mutamenti climatici che convoca a Parigi, per la Cop21, il mondo intero, non è solo una sfida climatica e ambientale. È una sfida economica, tecnologica e geopolitica: influenza ed è influenzata dalle grandi questioni aperte nel mondo.

Se l’economia imboccherà convinta la via della green economy, se la ricerca e l’innovazione scommetteranno sull’efficienza e sulla sostenibilità, l’Italia ce la può fare. È una sfida sociale e di giustizia: perché chi resta indietro, chi subisce i contraccolpi più terribili del riscaldamento globale ed è costretto ad emigrare, sono soprattutto le popolazioni dei Paesi a reddito medio-basso, con minore accesso ai servizi essenziali di salute ed educazione e con minore voce politica. Lo ha ricordato Papa Francesco, autore del documento più autorevole, visionario e concreto che ha anticipato Parigi, l’Enciclica Laudato si’: chi impoverisce l’ambiente si rende partecipe di un “inarrestabile processo di esclusione”.

Non si vincerà questa sfida se non si cambierà. “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”, diceva Albert Einstein. La nuova mentalità di cui c’è bisogno è già tra noi, è già nella nostra società e nel mondo produttivo. È fatta di innovazione e responsabilità, di competitività, di ricerca, di cura delle persone e delle competenze, di ingegno e creatività. È fatta di tanti soggetti – imprese, enti di ricerca, associazioni – che hanno vinto le resistenze e hanno iniziato a cambiare le cose. Come quelli che Enel e Symbola raccontano in un nuovo rapporto di ricerca.

Un rapporto dedicato alla filiera dell’elettricità, ma che coglie tendenze e caratteri del Made in Italy nel suo complesso.

Si raccontano, senza pretese accademiche né presunzione di esaustività, “100 modi per dire energia in italiano”, cento esperienze eccellenti che abbracciano tutti gli ambiti della filiera e tracciano un percorso tutto italiano verso l’energia sostenibile. Dalla generazione alla distribuzione di energia elettrica, dalla manutenzione degli impianti per arrivare all’efficienza dei consumi nelle case. Dai centri di ricerca che mettono a punto innovativi sistemi per avere energia pulita nel Mediterraneo, all’archistar che presta la sue competenze per dare bellezza a mini-aerogeneratori. Dalla start-up che traccia i consumi degli elettrodomestici e indica, via smartphone, come tagliare la bolletta, all’azienda leader nella produzione di cavi; da chi inventa colonnine più rapide per la ricarica delle auto elettriche, fino ai sistemi che garantiscono la sicurezza degli operatori nelle centrali e alle associazioni che alimentano la domanda di efficienza e sostenibilità tra i cittadini, le famiglie e le imprese.

Bellezza, ingegno, efficienza, competitività. Il filo rosso di 100 Italian Energy Stories è quello che delinea, anche nella filiera dell’elettricità, un modello italiano che può fare scuola.

 


La ricerca racconta un Paese che, nonostante limiti e problemi antichi, è all’avanguardia in tanti settori e, in particolare, in quello energetico. Si è iniziato a sfruttare le opportunità della trasformazione nella generazione elettrica verso produzioni sostenibili e diffuse. Che richiede nuove soluzioni – nello studio ne vengono indicate alcune – anche per trasportare e distribuire l’energia elettrica: che non fluisce più in modo unidirezionale dalle grandi centrali elettriche ai clienti finali, ma viene prodotta e (auto)consumata direttamente nelle reti di bassa e media tensione. Si rendono indispensabili reti intelligenti, che attraverso soluzioni digitali come quelle raccontate, siano in grado di smistare correttamente i flussi di energia, permettendo la piena integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico. Anche grazie all’utilizzo di sistemi di accumulo: e, anche qui, l’Italia vanta esperienze all’avanguardia. Sviluppando una rete capillare di infrastrutture di ricarica elettrica, come quella che muove i primi passi nel nostro Paese, è inoltre possibile consentire, finalmente, lo sviluppo di una mobilità sostenibile, senza impatti ambientali.

Per dare al consumatore la possibilità effettiva di praticare le sue scelte sostenibili, come il car sharing elettrico. Consumatori sempre più attenti, soprattutto agli sprechi, che grazie ad alcuni degli accorgimenti descritti nel volume, potranno vivere questa attenzione in semplicità.

Questa è l’Italia, l’Italia che riparte, che è ripartita e lo ha fatto anche da qui: un esempio di buona industria e di innovazione, grazie a persone che hanno avuto un’idea e l’hanno realizzata, trasformando il proprio sogno in un progetto concreto. Grazie alla spinta imprenditoriale, al contributo della buona politica, delle amministrazioni e della società civile più attiva, l’Italia ha iniziato a cogliere le sfide e le opportunità di questo momento straordinariamente dinamico. E ne ha fatto un antidoto alla crisi. Un’Italia che fa l’Italia, e ha tanto da dire. Forte anche di un rapporto speciale tra imprese e territori, con “alle spalle una rete robusta di solidarietà, un sistema di imprese coscienti della propria funzione sociale, un retroterra di legalità, conoscenze diffuse, passioni civili”, come ha ricordato il Presidente Mattarella.

Tutto questo, questo paradigma sociale e produttivo nuovo, dalle radici antiche e lo sguardo rivolto al futuro, candida l’Italia tra i Paesi che possono indicare una rotta credibile e desiderabile verso il mondo di domani. A cominciare da Parigi.

 

Fonte: Fondazione Symbola

Data: Dicembre 2015

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