Auto e camion bruciano quasi la metà dell’olio di palma utilizzato in Europa

Auto e camion bruciano quasi la metà dell’olio di palma utilizzato in Europa

Una analisi apparsa in uno studio della Commissione europea ha rivelato che l’impatto sul clima del biodiesel ricavato dall’olio di palma è di tre volte superiore a quello del diesel fossile in quanto l’espansione dell’olio di palma spinge la deforestazione e il drenaggio delle torbiere nel sud-est asiatico, in America Latina e in Africa.

L’uso in Europa di olio di palma nel gasolio è aumentato di sei volte tra il 2010 e il 2014. Questa esplosione ha alimentato una crescita del 34% nel consumo di biodiesel in Europa nello stesso periodo. L’Europa non produce olio di palma perché le palme, per crescere, hanno bisogno di un clima tropicale.

Jos Dings, direttore esecutivo di Transport & Environment, ha dichiarato: “Ora sappiamo il motivo per cui l’industria sta evitando di far girare questi numeri: essi mostrano le brutte verità della politica sui biocarburanti in Europa. Si spinge la deforestazione tropicale, si aumentano le emissioni dei trasporti, non si fa nulla per aiutare gli agricoltori europei e non si lavora per migliorare la nostra sicurezza energetica. Come se il Dieselgate non fosse già abbastanza grave, ora abbiamo anche un Biodieselgate“.

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L’utilizzo di olio di palma a scopi non energetici (per esempio per il cibo, i mangimi, i cosmetici ed il sapone) in realtà è diminuito di circa un terzo tra il 2010 e il 2014. Nel 2014, il 60% del consumo totale di olio di palma in Europa è andato ai trasporti, alla produzione di energia elettrica e al riscaldamento.

Il biodiesel a base di olio vegetale vergine è il biocarburante più popolare nel mercato europeo ed occupa una quota di mercato pari ai tre quarti. L’Europa è il secondo più grande importatore di olio di palma di tutto il mondo.

Jos Dings ha concluso: “Dobbiamo eliminare gradualmente i biocarburanti di prima generazione dopo il 2020. Inoltre, dobbiamo porre fine alla follia per cui i biocarburanti che danneggiano il clima ancora contano come combustibili a emissioni zero rispetto ai nostri obiettivi climatici. Se non finiscono gli incentivi per i biocarburanti cattivi, quelli migliori non hanno alcuna possibilità“.

La Commissione Europea sta attualmente riesaminando la direttiva per le energie rinnovabili (Red), che decide il futuro della quota corrente del 7% per i biocarburanti di prima generazione dopo il 2020 oltre ai criteri di sostenibilità per tutte le bioenergie, inclusi i biocarburanti. La Ue pubblicherà una sua proposta nell’ultimo trimestre di quest’anno.

Fonte: Transport & Environment

Data: Maggio 2016

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