Centinaia di centrali a carbone stanno per essere costruite in giro per il mondo: sufficienti a cuocere il pianeta

Centinaia di centrali a carbone stanno per essere costruite in giro per il mondo: sufficienti a cuocere il pianeta

Dal 2000, paesi come la Cina, l’India, l’Indonesia e il Vietnam hanno costruito centrali elettriche a carbone ad un ritmo vertiginoso:

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Boom and Bust 2016. This chart shows net coal capacity added each year — that is, new plants built minus retirements of older plants.

Il boom del carbone ha avuto innegabili benefici, aiutando i paesi poveri a uscire dalla povertà. Ma ha portato anche gravi svantaggi: negli anni 2000, le emissioni di anidride carbonica hanno accelerato e se il carbone continuerà ad essere la principale fonte di elettricità nel mondo, faremo cuocere il pianeta.

Così la più grande ed importante questione sul clima per i prossimi 15 anni è: quanto durerà ancora questo boom gobale del carbone? O, per dirla in altro modo, quando l’aumento di energia pulita riuscirà a fermare la crescita del carbone?

Una preziosa fonte di dati è il rapporto annuale redatto da tre gruppi ambientalisti: il CoalSwarm, il Sierra Club, e Greenpeace. Ogni anno, gli autori documentano tutte le nuove centrali a carbone che sono state annunciate, approvate o che sono in corso di realizzazione in tutto il mondo.

Nella loro rapporto 2016 “Boom and Bust”, hanno conteggiato 1.500 nuove centrali a carbone in cantiere in tutto il mondo. Questo è un numero impressionante. Se anche un terzo di questi impianti venisse costruito ed operasse pienamente lungo il corso della sua durata, attraverseremo probabilmente la soglia dei 2°C del riscaldamento globale che i leader mondiali hanno promesso di non raggiungere. Anche i 3°C potrebbero essere difficili da evitare.

Ma c’è un grande punto di domanda qui: non è ancora certo se tutti questi impianti otterranno effettivamente il via ad essere completati. Dal 2010, i due terzi dei progetti proposti per impianti a carbone sono stati scartati. La Cina, che oggi rappresenta il 50% della capacità prevista nel mondo, ha conosciuto negli ultimi anni un declino verso il carbone ed è virata verso fonti energetiche più pulite. L’India è un grande punto interrogativo; così anche il sud-est asiatico.

Fonte: Vox

Data: Aprile 2016

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