Clima: strada in salita per COP21

Clima: strada in salita per COP21

A meno di un mese dall’avvio della Cop21, i rappresentanti della Commissione europea, delle Nazioni Unite e il ministro degli Esteri francese ammettono: la strada verso un accordo a Parigi è in salita.

Non sarà un accordo facile quello che dovranno raggiungere i leader mondiali a Parigi tra un mese. Lo dimostra il testo uscito dagli ultimi negoziati, che si sono tenuti a Bonn dal 19 al 23 ottobre: dalle 20 pagine precedenti, il testo si è di nuovo infoltito, arrivando a 51 pagine.

Un segnale tutt’altro che positivo, come dichiarato dalla responsabile Clima delle Nazioni Unite Christiana Figueres: “La cattiva notizia è che non è più un testo conciso”.

Parlando ancora in cifre, sono 155 i paesi che hanno presentato gli impegni nazionali che intendono adottare per la riduzione delle emissioni globali post-2020 (Intended Nationally Determined Contributions), pari a circa il 90% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra.

“Il testo che porteremo a Parigi sta iniziando a prendere forma, ma ci sono troppe opzioni sul tavolo e molte questioni chiave rimangono irrisolte”, dichiara il commissario Ue per l’Azione per il clima Miguel Arias Canete.

“Per l’Ue, l’accordo di Parigi deve includere un obiettivo di riduzione delle emissioni che sia chiaro e di lungo termine, trasparente e che includa robuste assunzioni di responsabilità”. Ma, rassicura il commissario, “siamo ancora in pista per raggiungere un accordo a Parigi. Quello che serve ora è un orientamento politico diretto a portare il processo a un livello superiore”.

 

Fonte: EurActiv

Data: Novembre 2015

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