Dopo il disastro della Deepwater Horizon il fracking offshore

Dopo il disastro della Deepwater Horizon il fracking offshore

Secondo un rapporto  del Center for Biological Diversity (CBD) che si basa su documenti federali usa, dopo il disastro petrolifero della piattaforma offshore Deepwater Horizon della BP, nel periodo 2010 – 2014  nel Golfo del Messico il governo usa ha autorizzato «più di 1.200 fracks off-shore da parte delle compagnie petrolifere».

L’associazione ambientalista statunitense dice che le operazioni di fracking si sono verificate «in almeno 630 pozzi diversi al largo delle coste di Texas, Louisiana, Mississippi e Alabama e molte  hanno avuto luogo in habitat critici per la tartaruga marina Caretta caretta in pericolo. Nel 2014, alle compagnie petrolifere è stato anche consentito di scaricare più di 76 miliardi di galloni di fluidi di scarto».

Kristen Monsell, staff attorney del Center for Biological Diversity, denuncia:  «L’amministrazione Obama ha essenzialmente lasciato le compagnie petrolifere fare fracking a volontà negli ecosistemi del Golfo e scaricare miliardi di galloni di rifiuti oleosi nelle acque costiere. “Ogni frack offshore aumenta il rischio per la fauna selvatica e le comunità costiere, ma i funzionari federali per anni hanno fatto solo da passacarte per questa pratica tossica nel Golfo del Messico».

Il CBD ha ottenuto queste informazioni in seguito ad un accordo che ha messo fine a una causa contro il federal Bureau of Ocean Energy Management  e Bureau of Safety and Environmental Enforcement, accusati dagli ambintalisti di non aver resi noti i documenti sul fracking offshore così come previsto dal Gulf under the Freedom of Information Act .

L’associazione ambientalista statunitense sottolinea che «I documenti mostrano anche che il governo federale ha permesso il fracking offshore nel Golfo del Messico senza nessuna analisi sito-specifica delle minacce per le specie in pericolo o per l’ambiente, e anche senza il coinvolgimento dell’opinione pubblica. Il governo federale non ha ancora comunicato tutti i documenti, quindi l’intera portata del fracking offshore è probabile ancora più grande. Ad esempio, almeno uno dei pozzi collegati alla flow line coinvolta nella fuoriuscita di quasi 90.000 galloni di petrolio nel Golfo del Messico nello scorso mese era fracked, secondo i dati federali. Il governo federale ha approvato questo  frack job nel 2015».

Il Center for Biological Diversity ed altre associazioni ambientaliste sono particolamente preoccupate perché il fracking Offshore comporta l’iniezione di enormi volumi di acqua mista a sostanze chimiche tossiche sotto il fondo marino a pressioni abbastanza elevate da fratturare le rocce e rilasciare petrolio e gas. Una pratica che comporterebbe danni ambientali superiori a quelli delle trivellazioni petrolifere tradizionali – che hanno già causato il più grande disastro ambientale della storia Usa – «Aumentando l’inquinamento e il rischio di fuoriuscite di petrolio e terremoti», dicono al CBD.

Fonte: Greenreport.it

Data: Luglio 2016

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