Già decenni fa una ricerca di Exxon confermava il ruolo dei combustibili fossili nel riscaldamento globale

Già decenni fa una ricerca di Exxon confermava il ruolo dei combustibili fossili nel riscaldamento globale

Nel corso di una riunione nella sede centrale della Exxon Corporation, uno scienziato senior della società di nome James F. Black si rivolse al pubblico di potenti petrolieri presenti. Parlando liberamente, senza seguire un testo scritto, mentre sfogliava diapositive molto dettagliate, Black consegnò alla sua platea un messaggio che fa riflettere: l’anidride carbonica provocata a livello mondiale dall’utilizzo di combustibili fossili potrebbe riscaldare il pianeta e potrebbe alla fine mettere in pericolo l’umanità.

“In primo luogo, vi è un generale consenso nella comunità scientifica sul fatto che il modo più verosimile attraverso cui l’umanità sta influenzando il clima globale è il rilascio di anidride carbonica creata dalla combustione di combustibili fossili”, affermò Black ai manager di Exxon, secondo quanto riportato successivamente in una versione scritta del suo intervento.

Era il luglio 1977, quando i leader di Exxon hanno ricevuto questa valutazione schietta, ben prima che la maggior parte del mondo sentisse parlare della incombente crisi climatica.

Un anno dopo, Black, uno tra i più esperti tecnici nella divisione Research & Engineering di Exxon, ha illustrato una versione aggiornata della sua presentazione ad un pubblico più vasto. Ha avvertito scienziati e manager Exxon che i ricercatori indipendenti stimavano che un raddoppio dell’anidride carbonica (CO2) liberata nell’atmosfera avrebbe potuto aumentare la temperatura media globale tra i 2 ed i 3 gradi Celsius (da 4 a 5 gradi Fahrenheit) e fino a 10 gradi Celsius (18 gradi Fahrenheit) ai poli. Le piogge sarebbero potute diventare molto pesanti in alcune regioni, mentre in altri luoghi, al contrario, le aree sarebbero potute diventare desertiche.

“Alcuni paesi potrebbero trarne vantaggio, ma altri potrebbero vedere la loro produzione agricola ridotta o distrutta”, ha detto Black, nella sintesi scritta di un suo discorso del 1978.

Le sue presentazioni riflettevano l’incertezza che attraversa gli ambienti scientifici circa i dettagli del cambiamento climatico, come il ruolo giocato dagli oceani nell’assorbire le emissioni. Eppure, Black stimava che fosse necessario intervenire rapidamente. “Il pensiero attuale”, scriveva nella sintesi del 1978, “porta a ritenere che l’uomo abbia una finestra temporale di cinque-dieci anni prima che la necessità di prendere decisioni difficili riguardanti le proprie strategie energetiche diventi critica”.

Exxon reagì rapidamente. In pochi mesi l’azienda lanciò una propria ricerca straordinaria per approfondire il tema dell’anidride carbonica provocata dai combustibili fossili e il suo impatto sulla terra. L’ambizioso programma di Exxon includeva sia campionamenti dell’anidride carbonica sia una rigorosa modellizzazione del clima. La società mise insieme un pool di esperti che ha trascorso più di un decennio per approfondire la comprensione della società su un problema ambientale che poneva una minaccia seria al business petrolifero.

 

Fonte: Inside climate news

Data: Settembre 2015

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