Il giusto prezzo per le emissioni

Il giusto prezzo per le emissioni

Un ordine esecutivo da parte del presidente Barack Obama prevede che la Environmental Protection Agency analizzi in termini di costi e benefici le proprie regolamentazioni. Ma esattamente come si possono misurare i benefici economici delle future restrizioni sui gas a effetto serra? Per entrambi, politica e legge (tra cui le inevitabili diatribe in tribunale), si tratta di una questione cruciale.

Questo mese, l’amministrazione ha fornito una grande parte della risposta, con un nuovo rapporto redatto dall’Interagency Working Group sul costo sociale del carbonio, che è destinato a definire in termini di dollari un danno quantificato in una 1 tonnellata di emissioni di carbonio.

Il valore centrale è 36 $ (compreso nell’intervallo tra gli 11 $ e i 105 $, significa accettare l’incertezza scientifica ed economica). Supponiamo che, il prossimo anno, l’EPA finalizzi una norma destinata ad eliminare 20 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno. In tal caso, il valore monetario della riduzione sarebbe calcolata in 720 milioni di dollari. E quel numero fornirebbe un ampio profilo nella decisione dell’EPA riguardo a come e se i benefici giustificano i costi – e nel capire quanto rigoroso il suo regolamento dovrebbe essere o meno.

Non tutti la pensano che 36 dollari sia la cifra giusta. Soprattutto all’interno della comunità ambientale, molte persone pensano che sia troppo basso, e alcuni esperti tecnici sono d’accordo. Molti altri pensano che sia troppo elevato, e anche loro possono trovare supporto da parte di altri esperti. L’Ufficio di Gestione e Bilancio ha ricevuto migliaia di commenti pubblici sull’argomento, toccando questioni fondamentali della politica, della scienza e dell’economia. Per il suo grande merito, il nuovo rapporto risponde nel dettaglio a tali osservazioni.

Una questione fondamentale è se il costo sociale del carbonio debba tener conto del danno globale svolto dalle emissioni degli Stati Uniti, oppure se sia da considerare solo il danno interno – che ridurrebbe in modo significativo la quantità di dollari. Alcuni commentatori hanno sostenuto con forza che le autorità di regolamentazione degli Stati Uniti dovrebbero prendere in considerazione solo i danni causati agli americani, non quelli agli etiopi o russi o cinesi. E in effetti, questo è il solito modo degli Stati Uniti di calcolo delle benefici e dei costi.

Ma il gruppo di lavoro ha sostenuto con forza che se tutti i paesi impostassero le loro politiche solo sulla base degli effetti al mercato interno, la riduzione delle emissioni finirebbe per essere “economicamente inefficiente”, perché nessun paese vorrebbe prendere minimamente in considerazione i danni che impone agli altri. Se gli USA adottano una stima globale, d’altra parte, “possono dare evidenza alla propria leadership” nel tentativo di ottenere la cooperazione internazionale sulla riduzione delle emissioni. Inoltre, gli effetti nocivi per il resto del mondo, in ultima analisi possono danneggiare gli Stati Uniti con la creazione di problemi per la sicurezza nazionale, il commercio internazionale e la salute pubblica.

 

Fonte: Bloomberg

Data: Luglio 2015

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